Avviso: questo è un post politicamente scorretto e pieno di brutte parole. Si astengano i sensibili, i pacificatori ed i "democristiani 2.0".
Mai come ora sento in bocca a molti italiani una parola inglese, un termine non molto usato: CHOOSY.
Il merito va all'attuale Ministro del Welfare e del Lavoro Elsa Fornero che, discettando amabilmente sui giovani e rispondendo alla continua e pressante domanda sulla disoccupazione degli stessi, ha esordito con un simpatico: "Ma che siano meno choosy" ovvero, siano meno esigenti, pretenziosi, schizzinosi...In una parola: si accontentino.
In parte io la Fornero la capisco. Cioè, voglio dire, sicuramente lei comprende molto bene i problemi di tanti ragazzi che, dopo una vita a sentirsi dire che studiare è la chiave del successo, che tutto ciò che non hanno avuto dalla nascita lo possono ottenere con l'impegno, si ritrovano ad essere mandati affanculo ogni due per tre dai clienti che devono contattare dal call center in cui sono finiti a lavorare, o a fare miliardi di fotocopie per conto di altri poracci che stanno facendo praticantati da fame in studi di commercialisti/avvocati/notai.
Sì, sicuramente lei questi problemi li deve conoscere da vicino. Li avrà sicuramente vissuti, se non lei, almeno la sua amata prole.
Perchè altrimenti non riuscirei mai a spiegarmi come una tizia così sensibile alle disgrazie altrui tanto da versarci copiose lacrime, riesca a dire una cazzata simile.
Ma glielo devo spiegare io, che ci sono una massa di gggiovani (e per tale categoria intendo quelli che vanno dai 20 ai 35) che si sono fatti il mazzo, ci hanno creduto, hanno sperato ed hanno fatto la fine dell'ortolano?
Glielo devo spiegare io, che conosco centinaia di ragazzi in gamba, laureati, specializzati che stanno a spasso o sono finiti a fare lavori umilissimi?
E con questo, ça va sans dire, non intendo fare la gavetta.
La gavetta è quando tu ti laurei in giurisprudenza, il tuo sogno è fare l'avvocato ed entri in uno studio dove ti smazzi tutti i peggiori casi del cucuzzaro, quelli dove non ci vuole mettere mano nessuno. Te li studi ben benino, ci fai notte, li porti in aula e vinci.
Il tutto per duecento euro al mese, se ti dice culo.
Però sai che sei sulla strada giusta. Sai che tutte quelle notti sulle pratiche, ti hanno insegnato. Ti hanno permesso di affinare il metodo e sarà quello che farà di te il professionista che hai sempre sognato di essere.
Soprattutto, sai che quel periodo difficile in cui giustamente ti senti sfruttato, durerà un paio d'anni e poi potrai finalmente spiccare il volo.
Io conosco fior fiore di persone che hanno superato l'esame di stato ed ancora continuano ad essere trattati come garzoni, come ragazzi di bottega. E poi non mi si venga a dire perchè i ragazzi italiani sono bamboccioni.
Glielo devo spiegare io che sono una madre, ma prima ancora una donna, laureata con il massimo dei voti, con master ed anni di esperienza, che è umiliante, atroce, vedere tutto il tuo essere buttato al cesso perchè hai deciso di mettere al mondo un figlio?
Glielo devo spiegare io che, ad ogni colloquio post pupo dove mi sono presentata (ed avevo ancora 29anni), mi hanno fatto capire chiaramente che non ero adatta all'azienda perchè incapace di offrire una disponibilità h/18?
Io sono fortunata. Ho potuto scegliere.
Ho deciso che no, a 34 anni non mi smazzo le scartoffie inutili di un ufficio per 5 anni perchè sono l'ultima arrivata, non faccio miliardi di fotocopie per conto di enne di 23 anni che non vuole farle perchè si annoia o non gliele fanno fare perchè è l'amante del boss, non mi subisco gli scazzi di un capoufficio represso e le coltellate alle spalle di colleghe serpi e pure cretine.
E guardate che parlo a ragion veduta.
A maggior ragione, non sto via da casa per 12/13 ore con un bambino da crescere e che mi voglio godere, il tutto per otto/novecento euro al mese.
Sono esigente, sono choosy? Bhè Ministro, sa che le dico: 'Sticazzi! Vivrò bene anche con quest'etichetta appiccicata addosso. Me ne farò una ragione.