venerdì 26 ottobre 2012

A Torto o a ragione

Oggi avevo pronto un post diverso.
Però ciò che ho scritto ieri ha suscitato reazioni e molti di voi mi hanno lasciato commenti, scritto privatamente, telefonato. Ovviamente, grazie.

Capita che un mio amico, tale C. ragazzetto assai geniale, pubblichi sulla sua bacheca FB l'estratto di un blog e che io ne sia rapita. Perchè mai mi sono ritrovata così tanto in parole scritte da un altro.

Le parole sono queste: 

"Eravamo ragazzi e ci dicevano: “Studiate, sennò non sarete nessuno nella vita”. Studiammo. Dopo aver studiato ci dissero: “Ma non lo sapete che la laurea non serve a niente? Avreste fatto meglio a imparare un mestiere!”. Lo imparammo. Dopo averlo imparato ci dissero: “Che peccato però, tutto quello studio per finire a fare un mestiere?”. Ci convinsero e lasciammo perdere. Quando lasciammo perdere, rimanemmo senza un centesimo. 
Ricominciammo a sperare, disperati. Prima eravamo troppo giovani e senza esperienza. Dopo pochissimo tempo eravamo già troppo grandi, con troppa esperienza e troppi titoli. Finalmente trovammo un lavoro, a contratto, ferie non pagate, zero malattie, zero tredicesime, zero Tfr, zero sindacati, zero diritti. Lottammo per difendere quel non lavoro. Non facemmo figli – per senso di responsabilità – e crescemmo. 
Così ci dissero, dall’alto dei loro lavori trovati facilmente negli anni ’60, con uno straccio di diploma o la licenza media, quando si vinceva facile davvero: “Siete dei bamboccioni, non volete crescere e mettere su famiglia”. E intanto pagavamo le loro pensioni, mentre dicevamo per sempre addio alle nostre. Ci riproducemmo e ci dissero: “Ma come, senza una sicurezza nè un lavoro con un contratto sicuro fate i figli? Siete degli irresponsabili”. 
A quel punto non potevamo mica ucciderli. Così emigrammo. Andammo altrove, alla ricerca di un angolo sicuro nel mondo, lo trovammo, ci sentimmo bene. Ci sentimmo finalmente a casa. Ma un giorno, quando meno ce lo aspettavamo, il “Sistema Italia” fallì e tutti si ritrovarono col culo per terra. Allora ci dissero: “Ma perchè non avete fatto nulla per impedirlo?”. A quel punto non potemmo che rispondere:
“Andatevene affanculo!”.

Il blog è di Torto Og, il post si intitola "breve storia di una generazione". 
A lui, il mio grazie per aver messo nero su bianco ciò che vado pensando da anni.
 


2 commenti:

  1. Concordo!! Mi piace il tuo blog, ti seguo!

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  2. Ma grazie, Avon Torino!
    Non sai che gioia saperti tra coloro che mi leggono!
    Un forte abbraccio (vivi in una città che vorrei tanto visitare, sai?)

    RispondiElimina

Non potendoci mettere la tua faccia, mettici almeno la tua firma. Grazie!


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