venerdì 25 gennaio 2013

Potessi tornare indietro

Potessi tornare indietro, 
farei tutto in maniera diversa.

Alle elementari, non mi vergognerei della mia magrezza e mi abbandonerei alla squisitezza che solo certi cibi sanno regalarti.
Alle medie, affronterei la danza non come una professione da raggiungere, ma come una scuola di vita. Una disciplina per il corpo e l'anima.
Al liceo, cercherei di prendere il buono da tutti. Fregandomene della incompatibilità di carattere, ed imparando da chi ha avuto fortune (o meglio, sfortune) diverse dalle mie.
All'università, inizierei il mio percorso con maggiore convinzione, senza indugi.
Nel lavoro, sarei più spietata, meno sentimentale e disponibile. Non confonderei l'essere colleghe con l'essere amiche ed avrei sempre chiaro nella testa il mio obiettivo: crescere.
Come donna, me la godrei di più, in ogni senso, questa benedetta vita. Senza seghe mentali e blocchi emotivi.
Come figlia, mi staccherei prima dai miei genitori. Sarei ansiosa di sperimentare quel vento freddo ma rigenerante che è l'indipendenza.
Come moglie, sarei più in gamba.
Come madre, rivivrei tutto con maggiore consapevolezza e tranquillità. Abbraccerei mio figlio ancora di più di quanto ho fatto, non mi preoccuperei ad ogni malanno e soprattutto non vivrei con l'ansia per riacchiappare un passato che non può comunque tornare.

Ecco, il passato non ritorna.
Si può solo andare avanti. Senza trucchi, senza illusioni o scorciatoie.
Eppure è stato solo grazie a tutto quello che non sono stata, che oggi SONO.
E' stato solo grazie alle sberle della vita (ed anche quelle di mia nonna) che mi sono formata, solo attraverso obiettivi non raggiunti che ho toccato il traguardo.

Se potessi tornare indietro, a pensarci oggi, farei proprio tutto quello che ho fatto. 


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