mercoledì 5 giugno 2013

Anche le anime gemelle hanno la data di scadenza?

Questo post è il risultato di considerazioni random poi cucite nel corso di una serie di giornate uggiose.
Gli ingredienti sono:

- un thriller di tutto rispetto interpretato da quel gran figo di Ethan Hawke e Angelina Jolie (pre Brad Pitt, che ce stava pure più simpatica)
- io che stiro le camicie, le tante camicie, le maledette camicie, le perchècazzoselemettemicalavorainbanca camicie, in un x pomeriggio
- l'articolo/intervista apparso su IO Donna del 18 maggio scorso di Andrea D'Addio e che porta l'omonimo titolo.

Avete tutto? 
Bene
Shakerate tutti gli ingredienti. 
Fatto?
Bene.

A me è uscito fuori questo pastrocchio mentale che mi vede, all'indomani del film Identità violate, andare a cercare notizie recenti sul caro Ethan Hawke.
Sì, quell'attore che cominciò a turbare i miei sonni di pre-adolescente quando lo vidi cogliere L'Attimo fuggente e salire su un banco di scuola gridando ""O capitano! Mio capitano!" , lo stesso che mi faceva capitolare quando giovane, carino e disoccupato, si contorceva d'amore per una Winona Rider pre attacchi cleptomani e che nel lontano 1995 mi portava per mano a Vienna e mi spingeva a credere che sì, l'amore può nascondersi ovunque. Anche su un treno da cui scendi come una pazza per seguirlo e per poterlo tenere stretto almeno fino a Prima dell'alba.
Insomma, la filmografia Hawkiana è cresciuta di pari passo con i miei ormoni fino a che nel 1997 lui non incontrò lei. Alta, femminile, irragiungibile: Uma Thurman. Il set era quello di Gattaca e, oltre che alla porta dell'universo, i due si ritrovarono anche ai piedi di un altare. Una storia d'amore intensa che vide la coppia figliare di lì a poco. Sembrava una favola.
Sembrava.
Nel 2003 la Thurman è all'apice della carriera. La chiama Tarantino che la trasformerà nella mai dimenticata Beatrix Kiddo di Kill Bill. La fama è planetaria. Uma porta a casa premi e riconoscimenti, ma anche una tata per i suoi figli; biondina, piccola, slavata, rassicurante. 
Un par di palle.
Nel 2004 la coppia divorzia e, dopo rumors e smentite, la conferma arriva: Ethan Hawke si è innamorato della nanny. Molti pensano che rinsavirà presto, che è il classico momento del coglione capitato ad un uomo che, tutto sommato, non sa reggere un confronto impari con la sua donna al successo. Invece no. La storia continua ed Hawke oggi si ritrova felicemente sposato con la biondina slavatella e con due figli nuovi di pacca. 
Potere dell'amore, o di un'altra cosa che soleva citare mia nonna e che qui è meglio non riportare.



Fatto sta che io comincio a pensare che 'sto Ethan è un bel deficiente. 
Cioè, tu sei sposato con una donna bellissima ed innamorata la quale, per guadagnarsi la stozza, è pure costretta a vestirsi come un taxi e scannare mezza America e tu che fai? Mentre lei è intenta in acrobazie e vive incollata alla spada, mi trombi con la tata tutta pannolini e cupcakes di compleanno?

Capita poi che mi ritrovi a stirare un pacco di camicie alto tre metri sopra il cielo ed inizi a riflettere. E più rifletto, più stiro e più- tra un "ma chi cacchio me l'ha fatto fare? Ma perchè nelle storie d'amore non fanno mai vedere il dopo? Ma Uma Thurman gliele lavava e pretrattava con lo scioglimacchia le mutande al marito?" (tutti dilemmi esistenziali e pregni di significato)- mi rendo conto che un po' Ethan lo capisco. Magari voleva una donna più tranquilla, più raggiungibile, che lo aspettasse la sera a casa con la tavola imbandita ed un reggicalze sotto la parannanza (ah no, scusate. Questo è il sogno proibito di mio marito) comunque che ci stesse di più, accudisse i figli, sfornasse torte e tacchini meglio di Martha Stewart... Insomma, un'altra. 
Così comincio a pensare che forse la passione, dopo tutto, se non condita da una condivisione di ideali, un continuo labor limae sulla coppia, dopo un po' si sgonfia e lascia spazio al nulla.
Passano un paio di giorni e ne discuto anche con una mia cara amica. Parliamo delle difficoltà del ritrovarsi, dell'impegno che c'è dietro una coppia davvero unita e ci diciamo che sì forse ci sono coppie che si ritrovano con più facilità rispetto ad altre, dove la passione sembra essere il collante fondamentale, il perno di ogni rotazione, ma che non è detto siano necessariamente più fortunate. Insomma, sono sempre coppie che si ritrovano per magia, ma se qualcosa rompe l'ingraggio, saranno in grado di lavorare sul danno e riparare la rottura?

Lo stesso giorno di questa discussione mi si apre davanti, come a chiudere il cerchio, l'articolo sopra citato, ovvero un'intervista doppia al caro Ethan e a Julie Delpy, sua compagna di pellicola nella trilogia dei "Before" (per inciso, l'ultimo degli episodi Before Midnight sarà nelle sale a partire dal 17 ottobre). 
E cosa dice il caro Ethan? Afferma che i nuovi stimoli sono oggi moltissimi e che sia normale ogni tanto fermarsi e domandarsi se ci si trovi nel punto e con la persona giusta. Perchè il rischio che la frustrazione si riversi nella relazione è dietro l'angolo.
Dietro l'angolo e pericoloso, aggiungo tanto che, dopo aver letto le sue parole, mi sono venute in mente quelle di un mio datore di lavoro, uomo di gusto e rara intelligenza che parlava, forse neanche troppo provocatoriamente, di un matrimonio "rinnovabile" dopo x anni di vita insieme.

Non so, io continuo a pensare - come riflettevo anche con la mia amica- che le relazioni lunghe siano una roba seria e come tale ci voglia molto lavoro dietro. Certo, nessuno ti obbliga a dedicare tempo e fatica ad un qualcosa (o meglio qualcuno) che per te non vale la pena ma accettare d’emblée che una relazione, magari iniziata con le migliori premesse, finisca a colpi di "stimoli esterni" mi pare un approccio assai superficiale ed altrettanto pericoloso.

Da tutto questo ne ho evinto che la passione è sempre sopravvalutata, ma che è comunque necessaria se vuoi portare avanti una storia senza catetere.
E voi, che ne pensate?

Comunque, a parte tutto 'sto pippone, la vera cosa che ho capito è questa: semmai aveste bisogno di un aiuto per la casa ed i figli, date retta a me, scegliete un uomo.
Perchè è vero che Uma, dopo anni in cui ha sofferto come un cane, è ora felicemente accoppiata con il plurimiliardario Arpad Busson a cui ha dato una bambina, ma se accadesse a me di ritrovarmi sola, cornuta, mazziata e con pargolame al seguito, con il gran culo che mi ritrovo, qualcosa mi dice che finirei al massimo con Lallo il barista.
Con buona pace dei baristi.
E pure mia.:)

4 commenti:

  1. Oddio....io le mutande nn le pretratto...forse è per questo che nn riesco a mantenere i miei mariti? Arianna

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    1. Ahahahaah! Non credo proprio però... Ahò tutto poessè! :) In tal caso però c'è una cosa da dire: avresti sì perso il marito (ed uno che ti lascia per le SUE mutande è tutto dire), ma avresti mantenuto la sanità mentale. Io preferisco tenermi la seconda! :) BACI!!

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  2. Comunque per sicurezza è meglio sempre prendere delle bambinaie un po' anzianotte, paffutelle e materne. Giusto per stare sul sicuro..

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    1. Ottimo consiglio, Marzia.
      Se donna deve essere che sia almeno avvicinabile per età a sua madre o sua nonna!! :)

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Non potendoci mettere la tua faccia, mettici almeno la tua firma. Grazie!


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