lunedì 15 aprile 2013

Me, malattie & medicinali

Come vi avevo anticipato la settimana scorsa, stare a casa bloccata per quasi quattro giorni con febbre alta e mal di gola mi ha spinto, oltre che a dormire non so quante ore, a pensare. 
Quando lasci la mente a briglia sciolta entri in meandri celebrali che prima ignoravi e finisci per fare considerazioni; alcune sceme, altre meno.
In merito alle ultime, mai come in questi giorni ho valutato il mio rapporto con le malattie e con i farmaci.

Vi faccio prima una piccola premessa.
Non sono mai stata una ragazza particolarmente resistente, nè particolarmente debole. Per anni, come ho già avuto modo di raccontarvi, sono stata una ballerina semi-professionista; mi allenavo tutti i giorni, mangiavo sano, non fumavo, non bevevo. Un esempio di virtù.
Eppure a vent'anni mi sono ammalata. Ho avuto a che fare con un male brutto, quello di cui a pronunciare il nome si prova paura, e sono stata molto fortunata perchè sono qui a raccontarlo.
La medicina tradizionale, i dottori, l'operazione, le terapie, il farmaco a vita che prendo da quando mi è stato asportato ciò che era necessario togliere, hanno compiuto il miracolo. Mi hanno dato una seconda vita, una nuova occasione; mi hanno reso una donna sana ed una madre.
Questo per dirvi quanto io creda fermamente nella medicina allopatica (o tradizionale), nei nostri medici, nelle cure (nonostante un sistema sanitario non proprio in salute).

Ho provato anche la medicina omeopatica e, sinceramente, non mi sono trovata bene allo stesso modo. Tanti ne decantano le doti ma, valutando la mia esperienza, io credo che essa sia particolarmente indicata se presa per lunghi periodi e per mali non troppo gravi; in tal caso preferisco affidarmi alla fitoterapia.
Tendo a non assumere mai troppi farmaci e lo faccio solo quando è strettamente necessario, prima di arrivarci metto in atto tutti i rimedi possibili, da quelli della nonna ad un extra di vitamine fresche (leggasi frutta&Co), ma devo ammettere che non ho nessuna ritrosia ad assumere o somministrare un antibiotico o il paracetamolo quando si sta molto male, quando si ha febbre alta, quando c'è qualcosa che il corpo non riesce a superare da solo.

Vi dico tutto questo perchè proprio nei giorni in cui stavo malissimo, quando non riuscivo a mangiare nè bere ed avevo tutti i linfonodi del collo ingrossati e la febbre che mi rendeva poco lucida, leggevo il post di una mia cara amica, una donna intelligente ed equilibrata, una mamma assennata ed amorevole in cui, allegando un articolo sugli effetti dannosi del paracetamolo, affermava di non somministrarlo a suo figlio se non superati i 39 di febbre.
Al suo post, seguivano una serie di commenti di altre mamme che mi hanno lasciato a bocca aperta: c'era chi diceva di aspettare fino ai 40, chi non lo somministrava per niente... Tutto per le controindicazioni del farmaco.

Guardiamoci in faccia: credo non si debba essere Einstein per capire che non esista un farmaco dal potere unicamente miracoloso. Se assumiamo un antibiotico o del paracetamolo, curiamo una cosa e sicuramente andiamo a ledere qualcos'altro, leggasi difese immunitarie & Co, ma se lo assumiamo con coscienza, dietro prescrizione medica e dopo averle provate tutte, quel farmaco è vitale. E dovremmo solo ringraziare il cielo di poterlo fare, di poterlo avere a nostra disposizione e di avere accesso alle cure.

Se mi seguite da un po', avrete sicuramente notato che faccio molta attenzione all'alimentazione. Sì ok, mangio kili di cioccolato ad minchiam, ma in casa mia non mancano mai frutta e verdura che scelgo bio o a km0, consumiamo litri di olio grezzo e a crudo, pratichiamo una dieta piuttosto varia con sempre meno carne e più legumi e cereali integrali. 
Faccio questo perchè sono convinta che tutto parta da cosa mangiamo. Noi siamo quello. Più si mangia bene, più si sta bene. 
Ma quando si sta male, quando questo non basta, allora prendere e somministrare al proprio bimbo un farmaco per me diventa un atto di responsabilità e di amore a cui non possiamo e non dobbiamo sottrarci.

Non sapete quante madri vedo lasciare i propri figli in balia di tossi e bronchiti perenni, quante li lascino piangere per ore per la febbre, per un mal di gola lancinante, per un mal di orecchie che si trasforma in breve tempo in otite perforante e purulenta. Tutto questo per non dare un farmaco.
Non immaginate la frustrazione della mia pediatra, donna saggia e davvero open minded, promulgatrice di cure alternative e poco invasive, quando mi spiega che deve convincere certe madri a dare quel preciso farmaco. Quando vede bimbi fiaccati da giorni di febbre e di dolore e non può fare niente, perchè quelle madri non la ascoltano, finendo poi a portare i piccoli in ospedale (e allungando così le file d'attesa per prestazioni che non dovrebbero essere considerate di emergenza).
Ancora ricordo con orrore il post di una blogger che raccontava di aver lasciato il bimbo piccolo non so quanti giorni con la febbre altissima, somministrandogli solo "amore e tante coccole". 
Ma tante coccole un par de palle, no??? Cioè, se l'avessi avuta sotto mano l'avrei presa a mazzaroccate.

Tutto questo, l'avrete capito, è per dire che - come affermavano i latini molti anni prima di noi- in media stat virtus. La virtù è nel mezzo.
Dobbiamo essere consumatori consapevoli, persone informate, a tratti perfino scettiche, ma anche genitori "flessibili" e capaci di fermarci di fronte al nostro bimbo che ci chiede aiuto. 

Omnia vincit amor, dicevano sempre i latini (sì, sò un po' fissata coi classici de 'sti tempi), ecco è quell'amore che deve vincere ogni cosa, ogni ritrosia, ogni eccesso.
E' l'amore che deve fungere da faro e guidarci verso la giusta strada, l'approccio corretto, l'equilibrio. 
Perchè senza l'amore saremmo pure persone molto informate e consapevoli, ma potremmo sempre essere persone peggiori.



4 commenti:

  1. io ho la fortuna di non ammalarmi praticamente mai, se non qualche raffreddore leggero quindi di farmaci non ne faccio uso e ti dirò che dopo aver letto e sentito molte cose, io penserò due volte prima di assumerli (in futuro intendo, ma speriamo di no)... quindi nei casi strettamente necessari! Oki, buscopan e quella robaccia simile che vedo prendere a molte adolescenti, mi lasciano sconcertata... ma vabbè, ognuno si informa al momento oppurtuno :)

    tesoro che fortuna poterti leggere e non sai quanto sono felice del fatto che tu abbia sconfitto il male brutto e cattivo ;) :*

    http://viverea4lee.blogspot.it/

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    1. Tesoro di una Emy,
      grazie per le tue parole. Anche io sono molto contenta di essere qui e poter raccontare attraverso questo blog scemetto tante cose, tra il serio ed il faceto.
      Io concordo con te sul fatto che sia sbagliatissimo assumere i farmaci con leggerezza. Un farmaco è un farmaco, ha controndicazioni serie.
      Però quando ci ammaliamo e le difese immunitarie non bastano (ho preso di recente lo streptococco da mio figlio e so di cosa parlo), purtroppo i farmaci sono l'unica soluzione.
      C'è poi un'altra cosa importante da dire: ognuno di noi è il miglior medico di se stesso e se uno preferisce stare più giorni con la febbre alta o imbottirsi subito di medicinali, questa è una libera scelta.
      Diverso è il discorso per i bambini piccoli.
      Lì sei tu madre a decidere certo, ma non stai male tu. Quindi ritengo che sia una vera tortura far passare a bimbetti di 1/2/3 anni giorni di febbre e di pianti, andando contro le prescrizioni mediche, perchè "la febbre fa bene".
      A tutto c'è un limite, insomma. E credo che la saggezza sia, come sempre, nel mezzo.
      bacissimi!

      PS: Domani mi farò una scorpacciata dei tuoi nuovi post!!! Non sono riuscita a stare molto sul PC in questi giorni, ma ho tutta l'intenzione di recuperare con il tuo blog che sono felicissima tu abbia riattivato! YIPPIEEE!

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  2. Mi trovi perfettamente d'accordo su tutto quello che hai scritto. Non sono mamma, ma studio una facoltà scientifica di indirizzo medico. I farmaci fanno male su questo non c'è dubbio, ma ci sono tante altre cose che noi consideriamo normali, addirittura innocue, ma che in realtà fanno malissimo, in primis l'alimentazione. Per non parlare dei raggi solari, le onde elettromagnetiche e i prodotti di cosmesi che usiamo.
    Il segreto è essere parsimoniosi, proprio come hai detto tu!

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  3. Michi,
    tu non sai quanto sia felice delle tue parole!
    Era proprio quello che intendevo: ci si accanisce contro i farmaci ed i vaccini e non si considerano cose molto più importanti.
    Non bisogna mai essere estremisti ed integralisti, ma giudiziosi e parsimoniosi.
    Davvero, grazie per il tuo commento e per essere passata di qui!
    Baci!

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Non potendoci mettere la tua faccia, mettici almeno la tua firma. Grazie!


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