giovedì 10 luglio 2014

Un'invincibile estate

Sono mancata molti mesi su questo blog.
Non credo affatto che la mia assenza si sia notata poi tanto, ma per me questi mesi sono stati composti da settimane, giorni, ore di  tristezza.

C'è stato un evento, un tragico evento, che mi ha "bloccato". Mi ha tenuto come sospesa per lungo tempo. Non che io non abbia continuato a vivere, ma ho continuato a farlo come se stessi in apnea, senza fiato. 

Ho sempre creduto che nella vita di diritti a prescindere ce ne possiamo prendere pochissimi ed uno di questi è il NON sopravvivere a chi è nato dopo di te, a chi hai messo al mondo. 
Così quando una cosa che MAI hai messo in conto possa accadere -figurarsi a persone a te tanto care- accade, qualcosa si ferma. 

In me si è fermata la fiducia nel futuro e nel valore di giustizia. Si è fermato quel senso di spregiudicatezza, di audacia che ho sempre cercato di non perdere, anche di fronte alle batoste della vita.
Di fronte a quella bara bianca, si è fermata la Sara che era e che so non potrà più essere.

Così, dopo che tutto è accaduto, mentre ero intenta a portare avanti una vita in cui mi sentivo una sorta di aliena sulla terra, ho capito che dovevo trovare comunque un modo per reagire.
Non sono riuscita a farlo scrivendo e neanche parlando, ma ho taciuto.
Ho taciuto e mi sono sforzata di vedere il bello, quel BELLO che, nonostante tutto, c'era nella nostra vita.

Il bello è stato un fiore raccolto e donatomi da mio figlio, 
un pic nic improvvisato in una giornata di sole inaspettata, 
le prime fragole, 
il sapore delle ciliege, 
l'abbraccio di un'amica, 
un concerto,
una cera fuori, 
il profumo del mare, 
le prime zucchine raccolte nell'orto...

Cose piccole forse, semplici che ogni volta che venivano da me "riconosciute", venivano anche fotografate e condivise. 
Non l'ho fatto per mostrare una vita falsa, insincera, l'ho fatto come una terapia, un esercizio al bello per appuntare momenti  di "trascurabile felicità" che spesso consideriamo troppo piccoli e non degni di nota.
Ecco, mi sono sforzata di "ricordarmi" quegli attimi, condividendoli e donandogli forse una sorta di dignità che mai gli avevo concesso fino in fondo.

Vorrei dirvi che sono cambiata in meglio, che tutto questo dolore mi è servito, ma non lo so. 
Quello che so oggi è che il dolore è sempre brutto ed è per questo che cerchiamo sempre di tenerlo lontano. So anche però che, nonostante niente e nessuno potrà ridarci la vita di prima, insieme al dolore c'è sempre la gioia. 
E' solo che a volte il primo è così potente da avvolgere la seconda e nasconderla, renderla come prigioniera, incapace di muoversi, parlare, manifestarsi.
Non si è più capaci di sentire altro, se non QUEL dolore. 

Ma la vita esiste, la vita va - ed ora ne capisco davvero il senso- avanti.

In un giorno in cui ero più triste degli altri mi sono ritrovata fra le mani una frase che ha come racchiuso tutto ciò che stavo vivendo ed avevo conosciuto; in poche parole c'erano tutte le giravolte e le montagne russe di una vita intera, tutte le mie lacrime ed i miei sorrisi, tutta la mia comprensione e la mia rabbia, tutti le perdite ed i miei abbracci e così

"Nel bel mezzo dell'inverno ho infine imparato che vi era in me un'invincibile estate" (A. Camus)

Auguro un'invincibile estate anche a voi.

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/stati-d-animo/frase-1372>






6 commenti:

  1. Cara Sara,
    e invece la tua assenza si è sentita. Eccome.
    Io penso che il dolore non possa servire a nulla.. è il nostro istinto di sopravvivenza che ci spinge a dargli un senso, a cercare di renderlo comprensibile e, nel tempo, accettabile.
    E cerchi di trovare qualcosa che ti distolga nelle cose piccole, che vorresti vivere pienamente e senza riserve. E ti sembra gioia ma in realtà sai perfettamente che è qualcosa a cui semplicemente ti aggrappi per non cadere.
    Il problema è che, per una mamma ed un papà, un dolore del genere, non può essere accettato.
    Mi rendo conto che qualsiasi cosa io possa scrivere suona di banalità..
    Auguri di una estate piena di piccole grandi cose.
    Sara

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    1. Sara, che dirti? Grazie... hai colto nel segno. Un fortissimo abbraccio.

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  2. quanto ti capisco!!!
    anche a me è successa la stessa cosa pochi mesi fa..
    la frase è bellissima!
    ..auguro un'invincibile estate a te e a me!!!
    un abbraccio

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    1. Mamma mia, katie... quanto dolore! Che tu sia invincibile in ogni stagione! Un abbraccio

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  3. Ciao Sara,
    a me invece sei mancata. Mi dispiace molto per il dolore che vi ha colpiti.
    Un abbraccio.

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    1. Grazie... Non saprei cosa altro dirti, Ilaria. Un forte abbraccio.

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