giovedì 21 febbraio 2013

Pensieri brutti

Sono stanca, stufa marcia.
Odio non raggiungere il traguardo per cui mi impegno.
Anche se so che questo è il traguardo che, in fondo, non si raggiunge mai.
Sono giornate di pensieri brutti, bruttissimi.

Mi sento profondamente distante da mio figlio.

Intendetemi, non è che io sia FISICAMENTE distante da lui, anzi.
Mi ci sento a livello caratteriale ed il fatto che lui abbia soli 4 anni non mi consola affatto.
Ha un carattere forte, vivacissimo,  sempre allegro, molto sveglio e svelto. Tanto per capirci, riconosce e scrive già lettere e numeri, è in grado di riprodurre correttamente alcune frasi idiomatiche in inglese, parla perfettamente in italiano ed ha una gran curiosità.
Lungi da me voler far passare lui per un genietto e me per una mamma tronfia, è solo per farvi capire che la generazione dei 2000 ci dà una pista.
Non sono stata mai una bambina "lenta", ma rispetto a lui sembro una lumaca. Come capita ad altre moltissime mamme.

Non è questo a farmi sentire distante da lui. 
E' quel suo costante "affrontarmi" che mi schiaccia.
Ogni giorno è una lotta: per vestirsi, fare colazione, uscire. Non c'è giorno che, pur sapendo che faremo tardi e che è quella la "routine" che ci aspetta prima di uscire, lui non pianti un capriccio, non si muova appositamente lento, non si arrabbi per qualcosa.
Il pomeriggio dopo scuola, ogni benedetta volta che proviamo a giocare insieme, finisce a strilli ed urli. I miei. Perchè non sopporto questa sua smania di fare sempre tutto come dice lui e di fuggire e scappare quando qualcosa non va come si è messo in testa. Si irrigidisce e non se ne esce.
Tutto questo vi sembrerà comune e banale. A scriverlo, vi dico la verità, lo appare anche a me. Eppure tutta questa situazione, questa "fase evolutiva", mi sfiacca e mi deprime.
Mi sfiacca perchè inizio la mia giornata tra le urla e ci metto ore a farmi andare via il nervoso. Mi deprime perchè, nonostante i miei sforzi, il mio parlargli, il mio impegno, tutto sembra remare in direzione contraria.

Probabilmente non lo so prendere.
E questo mi fa sentire terribilmente inutile ed incapace.
Peggio; mi fa sentire una cattiva madre.

Devo trovare una soluzione, ma al momento è calma piatta nel mio cervello.

6 commenti:

  1. Sono sempre io! Non sei ne una cattiva madre, ne ti devi deprimere....è la vita di una madre che lo fa con consapevolezza. Non siamo le madri di vecchia generazione che fanno le madri per istinto, noi ragioniamo, ci confrontiamo e ci mettiamo in discussione. Spesso mi sono sentita così e mi ci sento ancora oggi e anche se nn ti darà conforto sappi che ci saranno momenti in cui ti ci sentirai più vicino ed altri in cui ti ci sentirai più lontana. Io poi con la femmina è un litigare continuo, uno scontro, una guerra per chi prevale, un confronto giorno dopo giorno ora dopo ora. Se ti può rincuorare ho spesso pensato di aver sbagliato a fare la madre, che non avrei mai dovuto mettere al mondo figli. Ma poi quando li vedi che vanno da soli...ti rendi conto che hai fatto bene nonostante le urla, nonostante le litigate o le sculacciate. Mi sono schietta più volte quale sia il compito di un genitore...il mio perché l'ho trovato : dargli tutti gli strumenti per poter spiccare il volo, qualsiasi esso sia e rispettare ogni scelta cercando anche di mettermi da parte. Buon lavoro Sara lo stai facendo in maniera stupenda.

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    1. Arianna,
      le tue parole mi sono arrivate dritte come una freccia.
      Tu non sai, non puoi immaginare quanto mi faccia sentire meno sola, meno sbagliata, meno inadeguata il tuo raccontarti.
      Quando ho aperto questo blog sapevo che avrei messo in piazza, volente o meno, una parte della mia vita privata. Molte delle persone che mi vogliono bene me lo sconsigliavano. Io ho voluto tentare perchè ho immaginato che, dietro ad uno schermo, fosse paradossalmente più facile aprirsi, confrontarsi, confessarsi.
      Il tuo commento non lascia alcuno spazio ai dubbi: ho fatto bene.

      Hai ragione; fare la madre è un "mestiere" difficilissimo. Specie per noi donne del 2000 che non consideriamo "esaurita" la nostra identità nel momento in cui mettiamo al mondo un figlio.
      Un figlio completa, ti rende diversa, ma c'è sempre spazio per quella persona che eravamo prima. Con tutti i pregi ed i difetti.
      Anche io, come te, mi scontro e mi confronto. E. ha quattro anni eppure non lascio passare sotto silenzio certi suoi atteggiamenti che ritengo inutili e dannosi.
      Anche io in certi momenti penso di non essere portata per fare la mamma: nonostante gli stia dietro, sono anche molto concentrata su me stessa. VOGLIO STARE BENE perchè so che se mi curo, se lascio spazio a quella parte di me che c'era e ci sarà sempre, sono una donna più appagata ed una madre più serena.

      Però non è facile. Il senso di colpa fa sempre capolino e quel senso di impotenza, di inadeguatezza il più delle volte mi schiaccia.

      Non so se sto facendo un lavoro stupendo. Mi piacerebbe crederlo, davvero.
      Penso solo che lo sto facendo come lo so fare, come sono. Con tutti gli sbagli ed i capitomboli.
      Però una cosa è vera: voglio dargli le ali per volare. Voglio che sia sicuro di sè.

      Ti abbraccio forte forte e... GRAZIE.

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  2. Perfetto.... E la mia che non ha ancora 3 anni e che fa così già da tempo? Purtroppo penso che sia un loro modo per testare la nostra vulnerabilità! Cassandra è una bimba davvero amorevole, ma è altrettanto testarda, capricciosa e lagnosa quando vuole! Ogni giorno mi faccio il segno della croce sperando che le giri bene! Purtroppo il suo modo di essere incide notevolmente sull'umore dii tutta la figlia! Cosa posso dirti mia cara dolce Saretta, tranquilla anche io vivo ogni giorno con sensi di colpa allucinanti... Ma essere madri è anche questo!!!! Ti abbraccio e ti dico con tutto il cuore.... NON SEI SOLAAAAAAAAA!!!!!!

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    1. Claudietta,
      grazie anche a te di tutto il sostegno, della tua onestà, della schiettezza!
      Sai, ogni volta che ti leggo mi estasio nel constatare quanto amore sai dare, quanta bellezza emani la tua famiglia.
      Sembrerà banale e sciocco, ma sapere che DAVVERO TUTTE NOI abbiamo, chi più chi meno, questi stessi problemi, mi fa sentire meno sola e più forte.
      Che pazienza ci vuole, quanto impegno, quanto amore!
      Però è vero: essere madri vuol dire essere anche questo!
      Un abbarccio fortissimo anche a te!

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  3. Cara Sara
    oggi mi cogli sul vivo..la mia bimba è più piccina e ancora gli scontri sono ridotti al minimo (anche se sulla testardaggine, vabbè..lasciamo perdere!)ma spesso sono anch'io in balia della mia "consapevolezza di madre"..mi sento in colpa, sbaglio, me la prendo con me stessa e a volte anche con lei..arrivo anch'io a chiedermi se davvero sono tagliata per questo ruolo.
    Poi fermo il vortice dei pensieri e mi dico che finchè mi metto in discussione sarò una brava mamma perchè questo "mestiere" non si studia, si impara sul campo, anche e soprattutto dagli errori.
    E noi abbiamo la fortuna di poterci confrontare.. pensa alle nostre antenate che, dietro quell'aura di mamme perfette, secondo me i pensieri li facevano ma non osavano nemmeno tirarli fuori...
    Grazie per queste tue riflessioni, non siamo sole!
    sara

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    1. Saretta,
      tu non sai quanto io mi stia rendendo conto di NON essere sola.
      E, ti parrà strano, ma aiuta. Cavoli, se aiuta!
      Perchè quando non si è soli, ci si capisce, ci si confronta e ci sia aiuta.
      Che bellissime parole hai detto: non si studia da nessuna parte per essere delle brave mamme. Non ci sono scuole, manuali, professori. Quindi si può solo FARE.
      Ed ovviamente "solo chi fa, sbaglia".
      Grazie a te per le tue parole, per il tuo aprirti con me!
      un bacio e buon WE

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Non potendoci mettere la tua faccia, mettici almeno la tua firma. Grazie!


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