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martedì 21 ottobre 2014

Ottobre

E un Ottobre strano, questo qui.
E' l'Ottobre delle temperature pazze, delle magliette a maniche corte, dei bagni al mare inaspettati, delle zanzare e dei grilli che ti accompagnano la notte.
E' l'Ottobre della meraviglia, del tuo grembiule blu, del vederti imparare a leggere e scrivere, di pagine di quaderno sudate e piene di letterine, di cartelle sempre più pesanti e del tuo essere sempre un po' più grande.
E' l'Ottobre delle zucche, di fantasmi e ragnatele, di serate in famiglia (perchè di uscire fuori proprio non ne ho voglia) trascorse tra pop corn al vapore ed un'ampia scelta di filmografia anni '80.
E' l'Ottobre delle prime influenze, quelle che ci siamo baccati io e marito e non auguriamo al peggior nemico.
E' l'Ottobre degli abbracci, dello "stringiamoci forte perchè solo uniti ce la faremo".

E' l'Ottobre delle lacrime, quelle vere. Quelle che sembrano sgorgarti da dentro ed eruttare come un vulcano per troppo tempo spento.

Sono notti che continuo a sognarti.  Sei bella, felice, sorridente, stai bene e parli, ti muovi, cammini.
Peccato che poi io mi svegli sempre.

Cominci a mancare. Di già. 

giovedì 2 ottobre 2014

Ai nonni

Oggi è la festa dei nonni.
Chi, come me, è stato così fortunato da averli vicino per molto tempo sa che sono una grande ricchezza; un dono.

Sono le coccole che ti fanno sentire unica;
i vizi che i genitori, loro malgrado, non possono ne' vogliono darti;
i racconti di vita che diventano storie bellissime che staresti ad ascoltare per ore;
le foto in bianco e nero di un'Italia che fu, un Paese che oggi ti sembra lontanissimo;
i bottoni custoditi nella scatola di latta dei biscotti, perchè "tutto può essere utile";
le pastiglie all'eucalipto gelosamente conservate nel ripiano più in alto dell'armadio, altrimenti ci arrivi e sono guai;
i pomodori nel passaverdura per togliere la buccia  poi trasformati in uno dei sughi più buoni della tua vita;
gli asciugamani e le lenzuola ricamate a mano, tutti ancora in ottimo stato.

E per me saranno sempre quella corsa folle verso mia nonna alla stazione di Bergamo quando avevo solo cinque anni
ed il suo abbraccio, uno degli ultimi, in uno dei giorni più importanti della mia vita.



Ho la fortuna di avere ancora due nonni. Una coppia gajardissima e molto innamorata. Proprio queste ultime settimane sono state molto difficili per loro. E per noi.
A loro, ai miei nonni che non ci sono più ed ai miei genitori, meravigliosi nonni sprint di nuova generazione, dico grazie. Per tutto l'amore che mi hanno dato e per quello che mi hanno reso.

Auguri, nonni!




giovedì 3 gennaio 2013

Quel posto bellissimo

Oggi compi 90 anni.
Non li festeggi qui con me, ma nel posto bellissimo dove sei ora.

Me lo immagino pieno di cose stupende, tutte quelle da te preferite: fiori colorati e profumatissimi, piante rigogliose, un sole caldo ma mai violento, dolci di crema pasticcera da leccarsi i baffi e carne tenera per farti ingoiare senza problemi.
Ogni tanto mi vieni a trovare in sogno e ti trovo sempre bellissima; con quei capelli bianchi e candidi che spero un giorno di riprendere da te e quel sorriso dolce che mai potrò dimenticare.

Io so che tu ci sei. Ci sei in ogni mio momento: quando piango nascosta in vasca con la scusa di farmi un bel bagno caldo, quando rido a crepapelle, quando osservo soddisfatta mio figlio e la mia famiglia crescere.
Io so che tu hai sempre creduto che ce l'avrei fatta: a superare il dolore, a continuare per la mia strada, ad essere felice. 
Io so che oggi stai meglio. 

Tante volte mi chiedo com'è, questo posto bellissimo dove sei ora... L'hai incontrato nonno? E zio? I tuoi fratelli? Stai bene? Ti manchiamo? Ci vedi?
Poi penso che siano pensieri infantili e più ci penso, più finisco a riflettere sul fatto che un po' di puerilità non ha mai fatto male a nessuno perchè i bimbi, me lo ricordava una mia amica pochi giorni fa, sanno fare di tutto poesia e di poesia, io che sono grande, ne ho un gran bisogno.

Oggi ci avresti portato a pranzo fuori per celebrare questi due numeri che "fanno paura" da quanti sono. Non eri certa, quando me lo dicesti, che si saresti arrivata; io invece ne ero sicurissima. Non avevamo ancora fatto i conti con molte cose brutte che sarebbero venute ed io dovevo ancora imparare a crescere.

Eppure oggi festeggio con te. Ovunque tu sia, con chiunque tu sia adesso.
Quindi prendi tutto il fiato possibile e soffia su questa torta che ti ho preparato. E' il mio modo per dirti grazie e che ti voglio bene, un bene che non finirà mai.
Buon compleanno, nonna.

venerdì 2 novembre 2012

A te

Oggi è il giorno dedicato a chi non c'è più.

Dovrei dedicarlo a TE.
TE che mi hai accolto appena ho aperto gli occhi,
TE con cui ho vissuto insieme fin dalla nascita,
TE che mi hai capito come neanche un'amica della mia età ha mai saputo fare,
TE con cui avevo un rapporto speciale,
TE che ho abbracciato fino all'ultimo giorno,
TE che non mi hai aspettato per andartene, ma hai preferito farlo in fretta ed in silenzio, come eri solita fare molte cose,
TE che mi hai insegnato tanto,
TE che ho amato come poche persone in questa vita.

Dovrei dedicarlo a TE, ma tu ci sei sempre.
In una maniera diversa, ma sempre presente.
TE che ritrovo in un posto dove non potrai mai andare via, dove ti vengo sempre a trovare.
Sei sempre nel mio cuore, nonna.

martedì 9 ottobre 2012

Noi, cresciute a cicoria e sberle

Ogni tanto penso a come io possa apparire agli occhi degli altri.
Non mi riferisco al fisico, ma ad una sorta di "tipologia" a cui io possa appartenere, volente o meno.
Mi sono sempre sentita una madre "atipica" (sì, per chi non lo sapesse, ho un bimbo di quattro anni, E.), una persona "sfuggente" alle etichette ed alle catalogazioni, ma magari poi così non è.

Me ne accorgo quando, guardando altre madri, mi riconosco in loro. In quegli atteggiamenti, quegli sguardi che solo chi ha vissuto certe cose, porta incisi addosso.
Sono quelle madri che tengono sempre sotto controllo il figlio qualsiasi cosa esse facciano: dal parlare con le amiche, al cucinare; dal sesso tantrico fino alle flessioni su sbarra pendente. Sono quelle che non mollano mai, fanno finta di buttare l'occhio da un'altra parte, ma in realtà stanno sempre lì, sul figghiu pezzo de core.
Amano in maniera lampante, inequivoca. Schioccano baci, dispensano abbracci e quando si arrabbiano (spesso) urlano, come aquile.
Ogni volta che le vedo mi ci riconosco e, come calamite, finiamo per attrarci.
Si scopre allora che proveniamo dallo stesso mondo, quello della cicoria.

Sì, avete presente quelle vecchie de Roma che già alle otto di mattina mettono su il soffritto de aio e oio per poi buttarci giù la cicoria? Quelle che, qualsiasi cosa accada, possa essere uno sfratto o l'invasione dei tedeschi,  si tirano su le maniche e je danno sotto con il mattarello, non si perdono mai d'animo e lottano come leonesse? Ecco, loro.

La mia nonna materna è così.
Una che ad essere la metà di lei mi basterebbe per una vita intera. Una che ha partorito quattro figli di cui uno -mia madre- in casa e, come lei dice,  "de sedere" cioè podalica. Una che ha superato guerre, malattie e dolori ma che, come le dico sempre, non muore mai.
Queste madri però, dimenticavo, quando perdono la pazienza je danno giù di marovesci. Mia nonna è campionessa di sberle. Ancora oggi quando ti becca, fa male. E' una che c'ha sempre rincorso e le sue frasi, oramai entrate nella hitlist familiare, sono più o meno queste:
 "Che stai a fa'? Guarda che se te becco n'arta vorta che fai xxx te faccio rimpiagne che sei nata",
" Viè qua che se te pio",
A mia madre: "Ma daje 'na sberla, vedi come smette",
"Come t'ho messo al monno te ce levo".

Ecco, io sono cresciuta così. Credo non ci voglia un pozzo di scienza per capire perchè non mi piaccia la cicoria.
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