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giovedì 28 marzo 2013

Come si fa?

Come si fa ad essere una buona madre io non lo so.
Si dice che sia il mestiere più difficile del mondo, che "come fai, sbaji", che i figli non ti appartengano...
E' tutto vero. 
Come il fatto che è anche il mestiere più antico del mondo, che sbagliando si impara (ed insegni) e che i figli no, non ci appartengono, ma provengono da noi e quindi ne siamo responsabili.

Quando sono diventata madre sono stata la prima tra le mie amiche. La mia vita di coppia andava avanti, felice e serena, da un bel po' di anni ed ancora non convivevo con lui, non avevamo una casa e non sapevo tante cose. 

Mio figlio è stato un bambino desiderato. Non è stato a lungo desiderato perchè è arrivato subito. Ne è bastata l'idea ed era già tra le mie braccia.
E' una fortuna, la pentola d'oro alla fine dell'arcobaleno, ed io non sono mai brava a riconoscere le mie beate sorti.

Quando l'ho portato a casa è stato tutto immediatamente difficile. I dolori del post parto, l'allattamento mal riuscito, le notti insonni ed un forte, ENORME senso di responsabilità che mi opprimeva. 
Nonostante io stessi vivendo uno dei momenti più straordinari della mia vita, non riuscivo ad essere felice. Non ne avevo il tempo. Ero troppo impegnata sul da farsi, sul capire come riassemblare i pezzi della mia (della nostra) vita che non mi concedevo la gioia.
Ovviamente, tutto questo l'ho capito dopo.
Ho avuto tante persone che mi sono state accanto, alcune mi hanno compreso, altre meno. Non posso dire di essere stata lasciata sola, ma era proprio così che mi sentivo.
Non è stato semplice rivoluzionare la mia vita e farlo tutto insieme.
Non è stato facile lasciare il lavoro che avevo, rischiare, reinventarsi, trovare nuovi spazi e sentirsi sempre se stessa.

Sicuramente oggi si è più portate a dirle, tutte queste cose. Il mondo là fuori impazza di libri, trasmissioni, siti, blog di mamme che non si vergognano più di dire che si sono sentite inadeguate, impotenti, stanche. Donne che non vogliono rinunciare a loro stesse, che vogliono portarsi dietro tutto quello che erano prima, che lavorano h/24 ed accettano proposte interessanti.

Io lo trovo giusto, sacrosanto.
Però trovo anche giusto che ci siano mamme che non lo fanno.
Quando racconto che, dopo la nascita di mio figlio, ho fatto una scelta consapevole decidendo di lasciare la "carriera" e trovare un lavoro più in sintonia con i nuovi ritmi e la mia personalità, non sempre mi capiscono. Anzi, quasi mai.

Chi mi conosce, sa il mio passato personale e professionale, finisce sempre con il dirmi che è un peccato, che sono anni persi e, soprattutto, che ha senso farlo quando il bambino è molto piccolo, ma poi i figli crescono e "tu che fai"?

Già, che faccio?
Probabilmente continuerò a seguire mio figlio: a portarlo a scuola o agli allenamenti, a sentirgli le lezioni ed aiutarlo se ne ha bisogno e poi preparerò i pasti, stirerò i panni, sistemerò la casa e magari riuscirò ad incastrarci, come faccio ora, anche qualcosa simile ad un lavoro...
Gli sguardi che ne ricevo sono sempre poco convinti. Suscito compassione e finisco per sentirmi un'aliena. Una donnetta d'altri tempi che non sono mai stata e mai sarò.

Perchè il punto è che i figli crescono, fanno la loro strada, prendono le loro decisioni. Insomma, vanno avanti e lo farebbero in ogni caso, con noi accanto o meno, ma siamo noi genitori a perderci qualcosa. Quei momenti, quelle strade, quelle scelte.
Allora, laddove è possibile, mi sembra bellissimo dedicarsi ad un'altra persona, seguire la sua crescita, starci insieme. Non mi sento meno me stessa perchè ho preso questa decisione. Semmai, mi ci sento perchè ogni volta devo spiegare questo mio sentire, un modo d'essere che appare superato e demodè.

Sia chiaro: so benissimo che molte madri non possono permettersi di fare questa scelta, ma tante altre non la farebbero anche se potessero.
Mi dicono che non conta la quantità, ma la qualità. E' verissimo.
Però se la quantità non può sopperire alla qualità, neanche quest'ultima può sostituire la prima.
Io mi arrogo il diritto di stare con mio figlio, di accompagnarlo a scuola ed alle gite, di giocarci insieme, portarlo al parco, vederci un film sul divano e coccolarmelo nel lettone come e quando voglio. Non mi sembra il quadro di una poraccia, ma di una donna molto fortunata che ha potuto e voluto farlo. 

Mi si parla di felicità. Mi chiedono se sia realizzata.
Certamente potrei esserlo di più. Oramai sapete quanto sia perennemente insoddisfatta e non c'è mai limite al meglio (come al peggio).
Sono perfettamente cosciente che una madre meno presente, ma felice ed appagata è assai migliore di una presente ed infelice. So bene che i nostri figli respirano le nostre insoddisfazioni, le insofferenze, ma  vivono anche le nostre assenze. E le viviamo noi.
E se un tempo ciò che mi spaventava di più era l'idea che un giorno mio figlio potesse dirmi: "Tu non c'eri", oggi ciò che mi terrorizza è trovarmi un giorno a dire a me stessa: "Ma io dov'ero?".

Come si fa ad essere una buona madre io non lo so.
La mia è stata eccezionale. Ha lavorato, gestito personalmente la casa e la famiglia ed ogni volta che ne ho avuto bisogno ha mollato tutto, senza indugi. Mi ha fatto sentire la persona più importante della sua vita e non si è mai sentita insoddisfatta per questo. Non ha mai preteso un grazie.

Ecco, se un giorno leggerò delle parole come queste scritte da mio figlio, forse potrò dirvi che so come si fa ad essere una buona madre.


mercoledì 27 marzo 2013

Speranza

Arrivo in ritardo sulla mia personale tabella di marcia, oggi.
Lo faccio per un buon motivo.
Ieri abbiamo fatto le ore piccole insieme a degli amici che sono venuti a trovarci da uno dei Paesi europei più in difficoltà in questo momento: la Grecia. 

Pensavo di trovarli affranti e preoccupati, invece sono più combattivi e fiduciosi che mai.
Sarà che hanno un'attività turistica che continua ad essere piena di ospiti e su cui sudano non sette, ma nove camicie, eppure li ho trovati pieni di speranza.

La speranza di chi ha perso molto, ma sa che c'è sempre qualcosa che non potrà mai essere perduto. 
Di chi si è costruito da solo, con fatica e sacrificio e ha sempre avuto ben chiaro quale fossero i debiti ed i crediti della vita. 
Di chi non si spaventa di fronte al sacrificio, alle ristrettezze e continua, nonostante tutto, a sperare, a investire, ad amare il proprio Paese.

E' stata una serata bellissima.
E' stata una lezione di vita che non dimenticherò.

martedì 26 marzo 2013

Quando ti salvi

Quando ti salvi, dopo un po' non pensi più al pericolo scampato, ma a tutta la vita che ancora ti resta davanti.
Quando ti salvi, finisci per non crederci davvero che avevi di fronte a te la fine, o una cosa a lei molto vicina.
Quando ti salvi, pensi che se ce l'hai fatta è stata per botta di culo, per caso, per un destino benevolo, ma la verità è che non vuoi credere a quella bestia così cattiva.

Io mi sono salvata. Sono una miracolata della vita e dalla vita.
Più volte ho affrontato cose orribili, a volte cadute dal Cielo, altre cercate con la lanterna. 
Ne sono uscita fuori e questo mi ha fatto perdere la realtà delle cose; il tempo ha opacizzato i ricordi e l'avercela fatta ha sfuocato il profilo del nemico.

Poi un giorno, per caso che poi tanto caso non è, quel passato ritorna in una semplice chiaccherata e ti senti dire: "ti sei salvata" e capisci tutto.
Capisci la tua sciocca spavalderia ed il bene che qualcuno Lassù ti ha voluto.
Capisci che di occasioni così potrebbero non ricapitartene molte, anzi forse neanche una.
Capisci che c'era solo tutto da perdere e nulla da conquistare.
E con le ossa rotte, la pelle cucita ed il cuore ammaccato inizi a vivere. 
Grata.
Davvero.

lunedì 25 marzo 2013

Viterbi(Amo)

Era da un po' che ve l'avevo come promesso. Oggi riesco finalmente a postare un po' di foto ed indirizzi utili relativi alla città di Viterbo che abbiamo visitato lo scorso 9 marzo e di cui ci siamo perdutamente innamorati.

Antefatto: siamo arrivati a Viterbo per puro caso; più di un anno fa avevo regalato a DMakaDolceMetà un cofanetto di Emozione3 (nello specifico, weekend di charme). 
Sognavo grandi mete, luoghi lontani, ma il destino - come spesso accade- ci ha messo lo zampino (anzi, il bastone tra le ruote) ed è accaduto che ci siamo ammalati tantissimo, o che fossimo impegnati su altre millemila cose, il che ci ha costretto a rimandare ad oltranza. 
Lo abbiamo fatto fino a che non ci siamo resi conto che il cofanetto era per la seconda volta in scadenza (sì, si può rinnovare al costo di 15 euro) e bisognava prenotare almeno 20 giorni prima della data scelta.

Non avevamo il tempo di permetterci un long weekend come si deve e quindi abbiamo scelto, prendendo al balzo un impegno di marito, di farci solo un paio di giorni e, udite udite, non portare il nano con noi, ma lasciarlo - per una sola notte- dai suoceri.

Era da quasi quattro anni che non facevamo un viaggio da soli. Il nano è venuto con noi sempre e dovunque, anche in viaggio di nozze, ma sentivamo entrambi la necessità e la voglia di stare un po' da soli. 
Abbiamo optato quindi per una meta vicina, a pochi km da Roma, ma affascinante, ricca di storia ed non proprio piccolissima, in modo da porterla visitare in più di qualche ora.
Viterbo ci è sembrata la destinazione perfetta e non sbagliavamo.

Tra le varie proposte del cofanetto abbiamo scelto questo graziosissimo B&B.
Situato nel pieno centro del quartiere medievale, non solo è una base perfetta per chi voglia gustarsi la città  a piedi, ma ha un altro plus: una proprietaria fantastica. Serena è una ragazza gentilissima e che sa farti sentire a casa. Mette a disposizione dei suoi ospiti la sua abitazione, la sua cucina, il suo salotto, la sua stupenda terrazza con vista su tetti e campanili e lo fa con una gratitudine  a cui non siamo abituati. Mi ha insegnato molto in quei pochi giorni che sono stata sua ospite;  ad ascoltarmi e a condividere. Perchè condividere è meglio che impossessarsi di qualcosa e semmai è solo dividendo che ci si può sentire davvero "padrone" di qualcosa.

Entrata del B&B Serenamente

Viterbo ci ha conquistati da subito. Il suo centro storico, protetto da mura, la rende un borgo affascinante e suggestivo. Abbiamo cominciato a girarla subito e mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo, tra cavalieri, principesse rinchiuse nelle torri e potenti re. 



L'ora di pranzo ci ha colti impreparati ed abbiamo optato per un ristorante in pieno centro che, abbiamo poi scoperto, è una delle migliori osterie del luogo. Si chiama Tre Re e credo di non aver mai assaggiato un arrosto di vitella tanto buono e tenero contornato da un'insalata di arance e frutta secca che bramo di riproporre nelle mie umili quattro mura.







Mentre mi perdevo tra le vie e le bellissime botteghe di artigiani, la sera scendeva e rendeva tutto ancora più raro. Una bellezza che non so esprimervi a parole, ma che mi faceva sentire divinamente.





Sono rimasta incantata di fronte a Piazza San Lorenzo, al Palazzo dei Papi ed alla sua Loggia.




Nel frattempo, il corso si riempiva di gente, così tanta che quasi non si riusciva a camminare e decidevamo di fermarci in un caffè per un aperitivo che si è in poco tempo trasformato in una cena vera e propria.
Quando siamo usciti era notte e le stradine mi hanno lasciato nuovamente a bocca aperta.


Mancavano i vestiti di velluto ed il rumore di carrozza per sentirsi in pieno Medioevo.
Solo il vociare di alcuni ciovani ci ha fatto tornare alla realtà e ci siamo beccati, manco l'avessimo fatto apposta, un concerto cover di De Andrè (della serie: muoRo).




Con una tazza di tisana al finocchio addolcita da miele locale bio siamo andati a letto felici e ci siamo risvegliati in un silenzio a cui raramente siamo abituati. Dopo aver scattato qualche altra foto abbiamo deciso, prima di salutare definitivamente la terra sabina, di concederci altre due tappe. 
Un'escursione alle terme naturali (quelle senza biglietto di ingresso) sono state la prima.




Tuscania è stata la seconda.
Non credevo che una cittadina così piccola potesse essere così deliziosa ed interessante. 
Il bel tempo ci stava abbandonando ed il cielo era pieno di nuvole, però vi dirò: credo che non mi sarebbe piaciuta così tanto senza quei nuvoloni a farle da cornice. 





Anche qui abbiamo mangiato una cacio e pepe da resuscità i morti in una trattoria proprio sotto la torre di Lavello (di cui purtroppo non so dirvi il nome).
Sazi e rifocillati abbiamo fatto un'ultima escursione alla Basilica di San Pietro.
Vi prego, se doveste mai capitare da queste parti, non fatevela sfuggire. E' un capolavoro di paleocristiano/romanico come ne ho visti pochi. Il prato verdissimo e le possenti torri ne fanno un luogo mistico, imponente ed anche un po' "spettrale". 
Visitate anche l'interno (che per ovvie ragioni non ho potuto fotografare), c'è una cripta adornata da molteplici file di colonne di ogni ordine che non vi lascerà indifferenti.







Il nostro short WE si è concluso così e, a distanza di settimane, mi porto ancora dentro tutta la bellezza e la pace che ho respirato in quei giorni.
Al ritorno ci hanno accolto una pioggia battente ed il nano con un terribile mal di gola (da streptococco) che l'ha costretto a casa per giorni.

D'altronde in qualche modo bisognava pure scontarla! :)

PS. Questo è il mio primo, vero photopost. Purtroppo, avendo organizzato il viaggio in poco tempo, DMakaDolceMetà non ha portato con sè la macchina fotografica ed il reportage che vedete è frutto del mio (Diolobenedicasemper) smartphone.
Se vi va ed avete tempo, lasciatemi un commento. Sarà per me più che una lauta ricompensa per le ore trascorse a scaricare e caricare foto! :)

venerdì 22 marzo 2013

Previsions

Si prospetta un nuovo fine di settimana.
Molti programmi sono saltati, altri progetti non possono essere organizzati e la prenderemo un po' come viene, sperando che venga bene.

Le previsioni continuano a dare esiti alternanti, un po' di sole qui, un po' di pioggia là, il risultato è che non tutti gli alberi di ciliegio sono pienamente in fiore. Sintomo di una primavera che tarda ad arrivare.

Anche io continuo a poltrire, vorrei tanto auto-incitarmi alla disciplina e all'affrontare la vita con  il sorriso, ma l'è dura.
Proprio ieri però, una blogger che seguo da tempo ed ammiro molto ha parlato di Smile riot, ovvero uno stato di perenne fiducia, in cui si prende la rincorsa credendo con forza che domani sarà migliore.

Ho deciso di aderirvi.

Passate un buon WE, bella gente.
Io, sempre che non caschi nuovamente dalle scale o finisca sotto un tir, sarò di ritorno lunedì.


giovedì 21 marzo 2013

Benvenuta P.

Oggi è finalmente arrivato il tuo giorno.
Ti ho atteso con un'emozione ed una speranza che non immagini.

So che non ti palesarai subito, in maniera invadente e plateale, ma sboccierai poco a poco, manifestando la tua presenza in modo inizialmente discreto per poi lasciarmi senza fiato.

Con i tuoi colori, il tuo caldo tepore, le pennellate di azzurro con cui dipingerai il cielo.
Ed allora, solo allora, io mi sentirò di nuovo viva. Pronta a riniziare tutto, a mettermi davvero in gioco.
Sai essere crudele, lo so. Ma so anche che sei la migliore di tutte.

Benvenuta, Primavera!


mercoledì 20 marzo 2013

In un battito d'ali

Vi avevo detto già da qualche altra parte che spesso un brutto periodo sembra aprirne un altro, come un'espressione algebrica ricca di parentesi tonde, quadre e graffe.
Questo sembra essere uno di quelli.
Ieri sera ci è arrivata la notizia che una persona cara ed anziana è in ospedale mentre un'altra, giovane, brillante, creativa, vitale è volata in cielo nel giro di ventiquattro ore.

Ed insieme all'incredulità di un evento così inaspettato e tragico c'è anche la totale incomprensione della nostra stessa natura. 
Di questa nostra condizione privilegiata, quella di essere umani, ma così fragile che basta un battito d'ali per scatenare uragani e per volare in un'altra dimensione.

Ed io non posso fare a meno di pensare che tutte le volte si va in ospedale convinti di tornare dai propri cari, si esce dalla porta di casa con l'idea di rivarcarla una volta giunta la sera e si lasciano magari i panni in lavatrice, le tazze della colazione nel lavello, i gioielli sulla cassettiera. 
Perchè siamo convinti che la fine sia sempre lontana, o che comunque debba essere "anticipata", presentata da eventi che fungano da campanello d'allarme.

Così non è, ovviamente.
E vorrei che tutte queste riflessioni mi spingano a trovare la Pace ed il Senso quando le sciocchezze della vita sembrano bloccarmi. Quando, come un brutto torcicollo, mi obbligano a vedere le cose solo da un'angolazione.
Vorrei portare con me le sensazioni di adesso, la Comprensione di tutto, ma so già che finirò per essere nuovamente travolta dalle scemate e dalle inutilità della vita.
Forse siamo condannati a questo.
Forse più che una condanna è la nostra stessa salvezza.

A te, Lucilla, auguro un viaggio bello e pieno di quei colori che hai tanto amato in vita.

martedì 19 marzo 2013

Sentirsi fortunata

Sono giorni molto difficili, questi.
Lo sono per i motivi che in parte vi ho già raccontato e per altri. 
Quando capita così, ed il colore del cielo non aiuta, è facile per me cadere in uno stato di costante insoddisfazione, di tristezza addirittura.

Poi ci pensi un po' su e, guardando il calendario, ricordi che oggi è la festa del papà.
Senti tuo figlio recitare la poesia a tuo marito, che nel frattempo hai reso padre  proprio grazie a quell'esserino alto poco più di un metro, e rifletti.
Rifletti su quanto la vita possa cambiare e non sempre in meglio, purtroppo.

Così ho preso la cornetta ed ho chiamato il mio, di papà.
Gli ho fatto gli auguri e gli ho detto che, nonostante questi giorni così buii, mi sentivo fortunata, perchè ho lui come padre - che è un uomo davvero eccezionale- e perchè potevo farglieli, questi auguri.

Oggi il cielo mi sembra pieno di luce.
Oggi mi prendo il diritto di sentirmi fortunata.

lunedì 18 marzo 2013

Tanta roba

La settimana era già iniziata male.
Tornati da un bellissimo WE fuori porta (di cui a breve posterò foto e tips), ci avevano accolti in pompa magna una pioggia battente ed il nano con un brutto mal di gola.
La mattina successiva avevo il bimbo a casa, 128 lavatrici da mandare, valigie da disfare, lavoro da svolgere e cene da organizzare. 
"Abbè -mi ero detta- sera arriverà presto e, senza accorgemene, avrò fatto tutto". Mancopegnente.
Lunedì alle sette c'era ancora molto da fare, io mi sentivo distrutta e, nonostante una visita medica importante del nano avesse dato tutto sommato un esito buono, c'erano quelle tonsille "rosse e molto gonfie" a preoccuparmi.
Come volevasi dimostrare, il giorno dopo la pediatra mi prescriveva il tampone, io rimanevo fuori casa per ore a causa di lavoro extra ed il mio nervosismo cresceva esponenzialmente (come le telefonate per chiedermi ore extra di lavoro). Giunta la sera, mi veniva la brillante idea di scendere le scale con un paio di pantofole extra-large. Quelle "tutta coccola", per intenderci. 
Ho fatto un botto che non dimenticherò tanto facilmente. 
Scivolata come una vecchia casalinga su una buccia di banana. Tutti i miei kili sono stati attutiti dalle mie costole posteriori sinistre che si adagiavano pesantemente sul torello del gradino. Un dolore atroce. Sono rimasta cinque minuti senza fiato tra lacrime, sudore, contorcimenti vari ed improperi. 
Ho capito che era l'inizio del declino. Quando cominci con gli incidenti domestici è la fine.

Il giorno dopo sono rimasta incollata al letto, sotto antidolorifico e pomate. Il nano dalla nonna ed io come una malata. 
Nel frattempo veniva eletto il nuovo Papa e mi beccavo la benedizione. Via cavo e in diretta.
Speravo di averla chiusa così, la mia settimana da incubo, ma eravamo solo a giovedì.
Il tampone dava esito di streptococco e DMakaDolceMetà mi telefonava per dirmi che i ladri avevano gentilmente fatto visita ai suoi.
"Abbè- mi sono detta nuovamente- presto finirà, non può mica piovere per sempre" peccato che, aperta la finestra, veniva giù un'acqua che levàte il che mi faceva mal sperare anche per il WE.

Un WE che poteva andare molto meglio, in effetti, ma anche moolto peggio.
Ho preso parte ad un leaving party per una mia carissima amica in partenza per Liverpool e, gentilmente supportata da marito e famigghia, ho evitato di cucinare.

Oggi si rinizia. Sono tornata a deliziarvi con le mie avventure.
In quanto a sfighe, credo di avere già dato, ma non canto vittoria. 
Come una volta disse una mia cara amica: "Ahivoja a dì che una volta toccato il fondo risali, la verità è che una volta che l'hai toccato, GRATTI!".
Speriamo solo che le sue parole non siano profetiche.

NB. Grazie per tutti i  vostri messaggi (anche via FB, SMS, Whatsapp, Instagram et similia) mi avete ricoperto d'affetto e, se sono stati giorni un po' meno neri, lo sono stati anche grazie a voi.

mercoledì 13 marzo 2013

Caduta

Ieri sera sono caduta dalle scale di casa. All' indietro.
Ho battuto le costole posteriori sinistre che mi fanno malissimo. Sono bloccata a letto e credo più tardi andrò per una lastra in ospedale. Non credo riuscirò a postare in questi giorni.
Ma quanto so' goffa e cojona? 

martedì 12 marzo 2013

Serate

Un tempo le mie serate vedevano lunghe maratone davanti alla TV o graziose pellicole in DVD;
contemplavano lunghe ore di sonno;
prevedevano una giusta dose di coccole (& tutto ciò che ne segue);
ospitavano i più grandi autori del mondo, che rivivevano attraverso le pagine dei libri.

Oggi le mie serate sono così:


E se non sto attenta, anche così:


Proprio ieri riflettevo sul fatto che, anche se mi sento sempre svuotata a livello di energie, in effetti la maternità mi ha dato una marcia in più ed oggi faccio molte più cose rispetto a prima del bimbo.
Sono diventata una sorta di "macchina da guerra": sempre all'erta, pronta a scattare al primo richiamo, a curare al primo malanno, a tranquillizzare al primo incubo, a consolare al primo capriccio. 
Sono cresciuta, insomma...

Però, non lo dite a nessuno, ci sono giorni che non immaginate quanto vorrei tornare ad essere la fancazzista di un tempo!

PS: Grazie per i vostri pensieri di ieri. Con il nano abbiamo fatto una visita medica importante che sembra essere andata molto meglio del previsto. Merito anche del vostro affetto!

lunedì 11 marzo 2013

Alcune nuove sul fronte occidentale

Volevo parlarvi di un sacco di cose, soprattutto di questo fine settimana praticamente "rubato" alla solita vita ed alla solita routine, in un posto bellissimo a pochi km da Roma, e di tutte le cose che si inanellavano alla perfezione, come se le avessi organizzate una per una.

Cielo vuole però che stamattina il nano si sia svegliato con un terribile mal di gola, che io abbia la casa sottosopra e tipo trecento lavatrici da caricare, che abbia dormito malissimo e che tutte le foto giacciano ancora immacolate sul mio telefono (ehm sì, DMakaDolceMetà non aveva la macchina fotografica con sè).
Indi: ci tocca aspettare.

Siate pazienti e benevoli. E pensatemi oggi che ne ho davvero bisogno (poi vi racconterò).
A domani!

venerdì 8 marzo 2013

5 things about me

Ho pensato che magari voleste sapere qualcosa in più su di me (come se già questo blog non fosse la quintessenza dell'autoreferenzialità). Così ho qui riunito in cinque punti alcune faccende strettamente personali:

1) Resisto a tutto (non è vero, ma facciamo finta lo sia) tranne ad una cosa: la cioccolata. Evito di comprare Nutella perchè non so trattenermi dal finire il vasetto in un paio d'ore. E non è un'esagerazione.
2) Quando vado in bagno e non ho con me qualche giornale, leggo le etichette degli shampoo e dei bagnoschiuma. E con questo, vi ho offerto su un piatto d'argento l'occasione di percularmi a vita.
3) Sono stata per anni una ballerina classica. Di me come danzatrice ho perso tutto: peso, fisico, flessuosità, elasticità, rotazione. Mi sono rimasti solo i piedi a papera, altresì detti "alle dieci e dieci". Sò botte de culo, lo so.
4) Sono ossessionata dalla pulizia dei pavimenti. Se vedo anche una briciola vado ai matti e giro armata di scopa elettrica. Questo mese mi è arrivato il conguaglio Acea: 389 Eurini. Parliamone. 
5) Veleggio drammaticamente verso i 35 anni, ma ho ancora i brufoli di una quindicenne. E le rughe di una quarantenne. Non so se tentare con la  chirurgia plastica o un viaggio della speranza (in pullman, senza soste pipì, che magari avviene il miracolo).


Con queste cinque chicche che, lo so, renderanno la vostra vita più piena e dotata di senso, vi auguro un felice fine settimana.
Ci vediamo lunedì!!

giovedì 7 marzo 2013

Oggi mi sono svegliata

Oggi mi sono svegliata ed ho preparato il nano per la scuola.
Vestito, lavato, zainetto pronto, colazione sul tavolo.

Oggi mi sono svegliata con la balsana idea di rifiondarmi nel letto, una volta che lui e DMakaDolceMetà saranno usciti di casa.
Non prima però di aver risistemato la cucina, dato una pulita al bagno, rifatto il letto e rassettato la stanza nanifera, essermi preparata la colazione ed aver svuotato la lavastoviglie.

Oggi mi sono svegliata con tanti bei propositi nella testa, ma credo non ne realizzerò nemmeno uno. Soprattutto quello di rifiondarmi nel letto.

Fortuna che domani è venerdì!

mercoledì 6 marzo 2013

I venti-trenta

Ieri ho passato il pomeriggio con mio figlio e ci siamo spaparanzati sul divano a guardare la TV.
Ha una sua lista di favs tra i cartoni animati ed al momento si contendono il podio:

Sandrino: un gatto super intelligente, arguto e logico che scopre i misteri della sua iperefficiente città chiamata, non a caso, Sgobbonia.  Il nano, non so perchè, ha instaurato una sorta di sfida con questo felino e puntualmente si adopera per risolvere il caso prima di lui. Inutile dirvi le volte che ho sperato che Sandrino finisse sotto ad un TIR. Con buona pace del mio istinto animalista.

Pororo: chi mi conosce un po' sa che odio il freddo e detesto la neve che, per carità, è taaaanto bellina e fa molto presepe, ma partire per stare una settimana bloccata su una montagna a me fa venire l'ansia da reclusa; per cui immaginate quanto io possa amare questo pinguino che vive tra i ghiacci e non fa altro che litigare con il suo amico coccodrillo (ai ghiacci???) Crong Crong. 

Ma sul podio c'è lei, l'unica, l'inimitabile, la mai battuta Peppa Pig.
A me 'sta porcellina starebbe pure simpatica. Ha una famiglia da Mulino Bianco, un fratello rompiscatole ma carino, una mamma ed un papà da sogno, però trovo detestabile il modo in cui voglia sempre primeggiare. Ovviamente anche con lei il nano ha instaurato un duello all'ultimo sangue.
Nello scorso episodio, Peppa era nella sua classe e tutti i suoi compagni dimostravano fino a quanto sapevano contare. Non andavano oltre il dieci.

Il nano mi guarda tutto fiero e mi fa: "eh, ma io so contare di più, senti! Uno, due, tre, quattro... Dieci, undici, dodici, diciannove... Venti,ventiquattro, ventisette, ventinove..."
"E poi?"
"E poi basta, c'è il venti-trenta e si ritorna indietro!"

Io volevo dirgli che così non era, e già mi vedevo alle prese con una lotta furibonda su chi sapesse contare di più e meglio, invece ho taciuto e con sguardo complice ho sentenziato:

"E' così. Ci sono i venti-trenta e poi si torna indietro. Proprio come succede agli anni di mamma!".

Guai a chi gli dimostra il contrario. Siete avvisati :).



martedì 5 marzo 2013

Quando un NO ti aiuta


Se ricorderete, un po' di tempo fa avevo scritto un post in cui decantavo l'arte del dire sempre sì, accettando così tutte le occasioni che la vita ci mette di fronte.

Bene.
Ho cambiato idea.

Sto ora imparando a dire NO.
In maniera diversa da come facevo prima, però.
Prima mi precludevo molte cose per paura, ansia, timore di non potermele persino godere appieno.

Ora dico no perchè ne ho voglia.
Perchè bisogna voler bene, ma anche volerSI bene e dire qualche no, ho scoperto, è salutare quanto una tripla dose di vitamina C.

Ho detto no a persone, cose, incontri, progetti, lavoro extra. 
Ho detto no a viaggi, feste, teatri, mostre, eventi.
Ho detto no ad amici, parenti, conoscenti, familiari.
Ho detto no a tutto ciò che in un preciso momento non sentivo in armonia con me, come una nota stonata in mezzo ad una superba sinfonia.

L'ho fatto per desiderio di ascoltarmi, di nuovo.
E devo dire che ciò che sento mi piace. 



lunedì 4 marzo 2013

Un fratello per mio figlio

Dopo mille tentennamenti,
anni di riflessioni e seghe mentali,
mesi di insicurezze ed indecisioni,
settimane di ragionamenti ed improbabili previsioni,
giorni di lavaggio del cervello

ho finalmente deciso che è arrivato il momento di dare un fratello a mio figlio.

Più grande, all'incirca di 8/10 anni.
Simpatico, buono, vivace quel tanto che basta.
Possibilmente bilingue, appassionato di craft e giochi di intuito e ragionamento.
Bravissimo a scuola ed autonomo.

Se qualcuno ha un figlio/parente/conoscente che rispecchia il profilo, mandate un Email a: comeundadodabrodo@gmail.com

Grazie!


PS. Che ve credevate, che cambiavo idea così de botto???? :)

venerdì 1 marzo 2013

Slacciamoci

E' finalmente arrivato venerdì.
La settimana è stata infernale così come lo scorso WE.

Vorrei fare mille progetti, inanellare incontri, inseguire mostre ed eventi, ma credo che non potrò far altro che sognarmi il letto.

Sono stanca.La spossatezza di chi lotta e sta quasi sempre in tensione ed ha solo voglia di slacciare dalla realtà testa e corpo.

Vedremo cosa ne esce.
A tutti voi, buon fine settimana!
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