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giovedì 31 gennaio 2013

"Formidabili, quegli anni"

Il primo mese del 2013 sta per concludersi.
Poche ore e saremo a Febbraio.
Mi sembra ieri che tornavo abbronzata dal mare con la lontana idea di addobbare casa per Natale ed ora siamo già ai coriandoli.
A breve verranno le uova di Pasqua, poi le fave con il pecorino, le fragole con le pesche ed infine il cocomero. (Ok, ora datemi un premio per aver azzeccato la stagionalità dei prodotti).

E' che questo tempo corre troppo veloce, cavoli...
L'altro giorno, complice l'acquisto di nuove cornici, abbiamo preso in mano alcune foto di pochi anni fa. Un colpo.
Il nano, minuscolo. Quando è uscito dalla mia pancia era tutto accartocciato e lesso come una patata bollita troppo a lungo. Dita lunghissime e gambe affusolate. E' un miracolo che non si sia "rotto" tra le mie braccia.
Poi è diventato paffutto e bello. Sorridente e chiaccherone.
Noi, due ragazzini. Senza rughe e pieni di vita. Uno sguardo spaventato e per questo complice, come a cercarci per darci la conferma che ce l'avremmo fatta. Felici, di una gioia che si prova solo quando ti capitano quelle cose impegnative che sai già ti daranno una gran soddisfazione.

Tra pochi mesi il nano compirà le sue 5 primavere. Sono stata accanto a lui anche in estate, autunno ed inverno eppure ogni stagione sembra essere scivolata troppo in fretta tra le mie dita.

Ma in fondo, in cuor mio sono certa che tra altri 5 anni guarderemo le foto di oggi e diremo le stesse cose: che il tempo fugge, che era tutto più bello prima, che eravamo giovani e forti. Con un'unica differenza: la consapevolezza che ho ora di vivere, proprio in questo momento,  anni formidabili.

mercoledì 30 gennaio 2013

Una buona consigliera

Sono giorni che sto lavorando con il cronometro attaccato al collo.
Cose che piombano dal cielo all'improvviso e che devono essere fatte con scadenza IERI.

Io odio lavorare accompagnata dalla fretta, mi sale l'ansia e vivo con la costante paura di perdermi qualche pezzo, per non parlare poi del fatto di non assaporarti niente di ciò che stai facendo.
Quando lavoro di fretta non mi vivo nulla.

Però, non ci crederete, ma è proprio quando lavoro di fretta che rendo meglio. Mi concentro di più, le parole escono fuori con fluidità e, quasi sempre, sono quelle giuste. Quelle che più rileggi e più ti piacciono.
Non c'è niente da fare: rendo meglio sotto pressione e questa compagna di solito invisa si trasforma nella migliore delle consigliere.

E a voi, come piace lavorare?

martedì 29 gennaio 2013

Una pessima padrona di casa

Sabato sera abbiamo avuto ospiti a cena, una coppia di carissimi amici con prole.
Ho cucinato un bel menù: antipasto di formaggi e salumi con panini misti, orecchiette con i funghi porcini, pollo al curry, cicoria ripassata ed insalata di finocchi, arance ed olive.
Ho preparato anche il dolce, un bel ciambellone con yogurth ai mirtilli.
Ho predisposto la tavola: tovaglia di fiandra, piatti di servizio, doppie posate, tripli bicchieri, vino, birra, acqua frizzante e liscia.
Ho previsto anche il seggiolone per il cucciolo.

Nonostante tutto, sono stata una pessima padrona di casa.

Sì, avete letto bene: pessima.
Perchè se inviti a cena qualcuno, vuoi farlo stare prima di tutto a suo agio, rilassato, ma soprattutto vuoi CONDIVIDERE con quel qualcuno la serata.
Io, semplicemente, non l'ho fatto.

Tranquilli: non sono uscita per buttare l'immondizia e, trovando il mio vicino, mi sono eclissata per qualche ora, no.
Sono stata tutto il tempo a rassettare.
Ogni piatto finito passava subito nelle mie mani, poi sotto il getto d'acqua del rubinetto per finire in lavastoviglie. Qualsiasi briciola veniva spazzata via, tutto il cibo riposto nel frigo o in dispensa, le pentole lavate.

E' vero; quando i miei amici se ne sono andati ci ho messo poco a ripulire casa, ma la sensazione era quella di non essersi goduta nulla, senza contare una notevole stanchezza.
Ecco, in occasioni del genere mi sento una vera perdente. Una mezza malata in preda alle sue manie, alle sue fisse.

Temo non ci sia rimedio.
Ovviamente, la prossima volta che inviterò qualcuno eviterò di fare la domestica, ma so che non riuscirò comunque a godermi la serata. Se l'altra volta, mentre rassettavo, il mio pensiero era agli amici, la prossima volta, mentre starò con gli amici penserò alle pentole!
Sono da ricovero. 'Na matta de Collegno.

Davvero, avete consigli? Capita anche a voi che mi leggete?
No so perchè ma credo di far parte, a mia insaputa, di un club delle fissate.
Vero??? (Ditemi di sì. Fate come coi matti: assecondatemi).

lunedì 28 gennaio 2013

Vittime & carnefici

Non ci avrei mai creduto. Non avrei mai pensato che sarei arrivata a difenderlo, in un certo senso. Sì, lui. Quell'uomo che mi ha fatto più volte vergognare di essere italiana di fronte ad altri europei che poi tanto più bravi di noi probabilmente neanche sono, ma che si sanno vendere meglio. Mooolto meglio, quello sì.

Ieri è stato il giorno della memoria. Il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche entravano per la prima volta nel campo di concentramento di Auschwitz. La guerra l'avevano vissuta e di orrori ne avevano visti molti, ma niente paragonato a ciò che si trovarono di fronte. E' da lì che si può dire sia cominciata la fine della Shoah.

In un giorno così importante, così pieno di ricordi e di dolore, Mr. B. ha lasciato questa dichiarazione alla stampa: "La più grande colpa di Mussolini furono le leggi razziali, per altri versi aveva fatto anche bene".

Quel bene di cui parla sarebbe in sostanza, almeno credo, tutto ciò che precede l'approvazione delle leggi razziali e che comprende, tra l'altro: introduzione della giornata lavorativa a 40 ore, astensione obbligatoria per la maternità, assegni per famiglie numerose, cassa mutilati ed invalidi di guerra, INPS, fondazione di IMI ed IRI, assegnazione di terreni provenienti da bonifica, ingenti lavori pubblici con fondazioni di enti, ospedali, colonie, etc...

Tutto questo c'è stato. E' innegabile ed ovviamente è NULLA rispetto al fatto che si sia tolta la libertà, la scelta, la parola alla tua gente, non ti giustifica per aver trascinato il tuo Paese in guerra ed aver ammazzato milioni di persone (e credo sia inutile che vi sottolinei come trovi inadeguato rilasciare una tale dichiarazione in una giornata tanto particolare...)

Quindi, perchè dico tutto questo? Lo dico perchè i conti con la storia vanno fatti e bisogna farli nella maniera più neutrale possibile. Negare quel po' di buono che il Fascismo ha portato, non serve a renderci più antifascisti. Accettare e riconoscere le politiche sociali del Duce non ci fa nazisti. Ci fa solo capire meglio una cosa per me fondamentale: la poliedricità del male.
Perchè sarebbe troppo facile dividere la storia seguendo una linea netta fatta di bianco e nero, buono e cattivo, giusto e sbagliato. I contorni sono sempre sfumati perchè sono gli uomini a farli, quei contorni. 
Se c'è una cosa che vorrei insegnare a mio figlio è proprio fargli capire che il male, come diceva qualcuno molto più intelligente di me, è banale e non assume mai le fattezze di un mostro a tre teste, inequivocabilmente orrido e ributtante. Spesso il male è preceduto dal bene, dal buono. Altre volte il male è la cosa più bella che abbiamo mai visto.

E' solo in questa luce, seguendo questa chiave di lettura che l'atto di ricordare assume il suo valore più alto, quello che ci rende davvero migliori.

La memoria serve, come diceva ieri un'altra mia cara amica, per ricordare a tutti noi che in un futuro potremmo ritrovarci a combattere le stesse guerre e stavolta, invece che vittime, potremmo esserne i carnefici.



venerdì 25 gennaio 2013

Potessi tornare indietro

Potessi tornare indietro, 
farei tutto in maniera diversa.

Alle elementari, non mi vergognerei della mia magrezza e mi abbandonerei alla squisitezza che solo certi cibi sanno regalarti.
Alle medie, affronterei la danza non come una professione da raggiungere, ma come una scuola di vita. Una disciplina per il corpo e l'anima.
Al liceo, cercherei di prendere il buono da tutti. Fregandomene della incompatibilità di carattere, ed imparando da chi ha avuto fortune (o meglio, sfortune) diverse dalle mie.
All'università, inizierei il mio percorso con maggiore convinzione, senza indugi.
Nel lavoro, sarei più spietata, meno sentimentale e disponibile. Non confonderei l'essere colleghe con l'essere amiche ed avrei sempre chiaro nella testa il mio obiettivo: crescere.
Come donna, me la godrei di più, in ogni senso, questa benedetta vita. Senza seghe mentali e blocchi emotivi.
Come figlia, mi staccherei prima dai miei genitori. Sarei ansiosa di sperimentare quel vento freddo ma rigenerante che è l'indipendenza.
Come moglie, sarei più in gamba.
Come madre, rivivrei tutto con maggiore consapevolezza e tranquillità. Abbraccerei mio figlio ancora di più di quanto ho fatto, non mi preoccuperei ad ogni malanno e soprattutto non vivrei con l'ansia per riacchiappare un passato che non può comunque tornare.

Ecco, il passato non ritorna.
Si può solo andare avanti. Senza trucchi, senza illusioni o scorciatoie.
Eppure è stato solo grazie a tutto quello che non sono stata, che oggi SONO.
E' stato solo grazie alle sberle della vita (ed anche quelle di mia nonna) che mi sono formata, solo attraverso obiettivi non raggiunti che ho toccato il traguardo.

Se potessi tornare indietro, a pensarci oggi, farei proprio tutto quello che ho fatto. 


giovedì 24 gennaio 2013

Fisse del momento

Non so voi, ma ogni tanto a me parte la brocca (cioè vado in fissa) per una cosa o per un'altra.
Che so, c'è il momento in cui adoro il crochet, un altro in cui mi cimento nel craft, periodi (la maggioranza) in cui non mi trucco per niente, altri in cui passo giornate a cimentarmi coi pennelli, giorni in cui leggo molto, sere in cui guardo film stranieri al PC.

Ora sono in fissa con la decorazione della tavola.
Tutto ciò che passa sotto la voce tovaglie, piatti, bicchieri, posate, vasellame and so on è  bramato da me più del cuore di Biancaneve dalla perfida matrigna.

Ho scovato in rete una serie di brand davvero niente male.
Ovviamente in primis mancoaddillo ci sono:

IKEA 

Poi ci sono quei brand internazionali che proprio non potete dire di no, come:

House Doctor  (da non confendere con Doctor House che è tutta un'altra cosa, ma che se finisse sulla mia tavola, nudo&crudo, credo mi farebbe assai piacere)
H&M Home purtroppo non ancora a Roma (ecometesbaji)

Se visionerete questi siti, vi renderete subito conto che "gli altri lo fanno meglio". In linea generale è così, ma poi ho scovato questo marchio italianissimo al 100%, addirittura di Tivoli e mi sono ricreduta: "Italians do it better". Sempre e comunque.


Che ne pensate, siete d'accordo con me?


mercoledì 23 gennaio 2013

Come dare un "senso" alla propria abitazione

Ieri mattina, con la scusa del tempo orribile e del lavoro posticipato, avevo la piena intenzione (dopo essermi svegliata per preparare il nano per la scuola) di rimettermi a letto.
Mi immaginavo con la tazza di caffelatte caldo tra le mani, la TV accesa, i cuscini soffici e le membra rilassate.
Invece, ho aperto il sottoscala/sgabuzzino che utilizzo come ripostiglio per stracci, scope, pentole et similia e mi sono detta: "no, così non va". Ho tirato su le maniche ed ho passato la mattina di ramazza.
Ho creato una busta gigante di immondizia e mi sono sentita più leggera di 10 kili (che a pensarci bene, forse qualche etto l'ho pure perso a furia di fare su e giù).

Tra un po' sarà un anno esatto che ci hanno consegnato questa casa nuova di pacca ed ancora non è come la vorrei. Manca un "senso", un 'idea che "aggrappi tutto", un file rouge che la attraversi e la renda coerente. Soprattutto, ancora non la vedo "nostra".
Penso che sia molto più comune di quanto si creda. Uno desidera ardentemente una cosa, immagina, fantastica, progetta, realizza, ma quando si tratta di personalizzare, sono dolori.
A mia "discolpa" posso dire che non è semplicissimo dare coerenza ad un insieme quando hai a disposizione oggetti di recupero di epoche disparate. 
Nel nostro caso, poichè i lavori di ristrutturazione ci hanno portato via un rene ciascuno, abbiamo deciso di riutilizzare il più possibile ciò che già avevamo, quindi abbiamo comprato solo un paio di mobili.
Per il resto, ho cambiato uso e destinazione a molte cose: la libreria MALM è diventata il contenitore dei giochi del nano, i comodini della nonna -ridipinti di bianco panna- un porta TV ed un armadietto per il bagno, il vecchio armadio -pitturato e decorato con stickers- è passato al bimbo, il precedente tavolo del soggiorno è stato donato ed al suo posto abbiamo recuperato quello di mia nonna. Molte sedie sono state prese dai cassonetti o nei mercatini, così come due bellissime poltrone anni '50, un pezzo di design pazzesco, che dobbiamo ritappezzare.
Abbiamo risparmiato molto, certo e gli oggetti in sè ci piacciono da pazzi, se presi singolarmente, i guai saltano fuori quando li devi accostare tra loro.
Domenica sono andata in quel luogo sacro che è IKEA ed ho acquistato dei nuovi tessuti. Mia zia, donna saggia e dalle mani d'oro, mi ha consigliato di "rivestire" e dare colore e coerenza alla casa con tende, cuscini, tovaglie... Tutto coordinato.
L'idea non mi pare affatto malvagia. Starem a vedere...
Nel frattempo, se avete dei consigli di interior design, siete i benvenuti. Non fate i timidi, mi raccomando.


martedì 22 gennaio 2013

E' che non siamo mai pronti

E' stato un giorno triste, ieri.
La mattina è iniziata con il funerale di una persona che in realtà non conoscevo, ma che ha fatto parte della vita di una persona che conosco benissimo: uno dei miei ultimi datori di lavoro.

Ho la fortuna di essere rimasta seriamente e piacevolmente in contatto con la maggior parte dei miei "capi". Quando stai tante ore nello stesso posto, mangi nello stesso piatto, sudi sulle stesse carte, ti scervelli sugli stessi progetti, anche se te ne vai, non chiudi i rapporti. Almeno, questo è ciò che è successo a me.

Comunque, il fatto di vederlo provato, lacerato, perso, sofferente mi ha fatto malissimo. Sono rimasta sconvolta per tutta la giornata ed ogni ora affioravano dentro di me nuovi pensieri.
C'è che io considero "normale" avere 35 anni ed avere i miei due genitori fighi, gagliardi, giovani ed IN SALUTE accanto. Invece è un lusso, una pietra preziosa e scintillante della cui  brillantezza non mi rendo mai bene conto.
C'è che mi sentirei comunque "piccola" e non all'altezza di una perdita così importante, non la saprei gestire, non potrei immaginare i suoi risvolti sulla mia anima. Invece ci sono ragazzini che a 8 anni hanno perso il padre e che ieri salutavano il nonno, tra lacrime e singhiozzi che mi rimbombano nella testa e nel cuore.
C'è che, comunque la mettiamo, non siamo mai pronti a perderli, i genitori. Anche se in vita sono stati assenti, o lontani anni luce dal nostro modo di pensare, o rigidi al parossismo, o esattamente all'opposto di come li avremmo voluti, sono le persone che ci hanno messo al mondo e, quando se ne vanno, ci lasciano senza una parte di identità. Ci sentiamo depredati di qualcosa di NOSTRO.
Anche se di anni ne abbiamo 5 o 70 è sempre un colpo durissimo, un limite che non vorremo mai oltrepassare, una prova che non bramiamo di superare, una tappa della vita che non ci vorremo porre. Eppure c'è. 
E forse ci sarà davvero un senso a tutto questo. Non solo al dolore, ma alla vita in sè che il dolore lo comprende e lo supera, lo avvolge e lo rigetta.
Allora, mi tornano sempre in mente quelle parole che lessi nel bellissimo libro della Tobagi. Sono prese dalla Bibbia e mai come ora mi verrebbe di tatuarle sulla pelle, giusto per non dimenticarle mai:

"Più tenace della paura, 
più profonda del tuo dolore,
 nel silenzio dell'essere, 
la vita CANTA". 




lunedì 21 gennaio 2013

Attento a ciò che desideri

E' stata una settimana pesante, ma soprattutto è stato un WE intenso.
Sabato due feste a seguirsi e domenica mezza giornata all'IKEA e, tornati alla base, il rassettamento a tappeto della casa da dove, finalmente, abbiamo sgomberato l'albero e gli addobbi del Natale.
Sì, che c'è? Stiamo a Carnevale ed avevo ancora il presepe, e allora? Mi sembra una cosa normalissima...

Comunque parliamone: uno non fa in tempo a salutare le renne che si ritrova le maschere, finisce l'ultima briciola di panettone ed attacca con le frappe, ripone gli addobbi ed inaugura i coriandoli. Vi prego, ditemi che c'è soluzione o almeno che sia un piano diabolico e PENSATO APPOSITAMENTE per farci del male.

Detto questo, gennaio è iniziato in un tourbillon di feste, compleanni, cene, incontri, eventi&mostre che manco in un anno intero. Bene, anzi direi OTTIMO.

Ora mancano solo una buona dose di salute, energia, ricettività per tenere botta perchè dovreste vedermi stamattina: Morticia Addams mi vorrebbe come nuora dato il mio pallore contornato da occhiaie.
D'altronde io ve l'ho detto oramai non so quante volte che nun c'ho più l'età!

Che poi io l'ho sempre saputo che quel detto ZZZZen aveva ragione. Sì, quello che dice più o meno così:

"Attento a ciò che desideri. Potresti ottenerlo".

Che dite, sbaglio?

venerdì 18 gennaio 2013

Elogio della stanchezza

Tutto sommato, è stata una settimana pigra.
Se ci penso bene, ci sono momenti in cui l'accidia prende inesorabilmente il sopravvento su di me. 
Anche se io c'ho sempre provato: a stare sul pezzo, a reggere botta, a seguire i miei dadà; spesso però nun je l'ho fatta e per questo mi sono sentita mancante, persa, incapace di assaporare la vita.

Poi ti arrivano agli occhi delle parole che sembrano scritte per te, e forse anche per un po' di voi che mi state leggendo.
Sono queste:

Ragazzi, la stanchezza. La stanchezza è la migliore amica della libertà. Uno passa la vita a credere che la volontà, l’applicazione, la determinazione di carattere ti possano avvicinare alla libertà. Manco per il cazzo. Solo la stanchezza ti porta in quella famosa stanza senza pareti, la libertà. Solo stanco di tutto puoi finalmente dire: no, non vengo. Non partecipo. No, no e ancora no. La libertà è dire sempre no.

Paolo Sorrentino

Ora, non so se dire sempre NO sia davvero libertà, io ho fatto cose grandiose dando un cenno affermativo, anche solo con la testa, però è vero: poterlo dire quel no, aiuta. E' liberatorio ed ogni tanto un po' di sana pigrizia può fare solo che bene. 
Non trovate?

Detto questo: passate un buon WE. Pigro o movimentato poco importa, basta che sia vostro.

giovedì 17 gennaio 2013

Pianta un albero

Lo so, peto veniam
E' moltissimo che non affronto un argomento a tema VIVOVERDE, ma credetemi: non mi sono dimenticata di questa rubrica e tantomeno ho smesso nel mio intento di vivere in maniera più consapevole e sana.

Come già ho avuto modo dirvi, continuo ad acquistare e gustare i prodotti di zolle, faccio la differenziata, mi curo con prodotti il più possibile naturali e non testati su animali, pratico il mercoledìVEG, leggo, mi informo e, tra le altre cose, ho avuto anche il piacere di incontrare qualche settimana fa Paola Maugeri che, come saprete, di verde ed ambiente ne sa moltissimo.

Poi capita che un giorno leggi di un'iniziativa molto bella ed allora ti dici: perchè non partecipare?
Avere un blog, anche se piccolo ed appena nato, può rivelarsi un'ottima arma, un modo semplice per prendere parte a cose belle e molto grandi, come questa: piantare un albero gratis solo grazie ad un post.
Avete letto bene: solo grazie a queste mie poche righe ed all'inserimento del banner che vedete al lato, il mio blog è oggi un blog carbon neutral.
Perchè, forse non ci pensiamo, ma anche scrivendo una semplice Email consumiamo Co2.
Non ci credete? Allora leggete qui e, se vi va, seguitemi in quest'avventura ad impatto ridotto.
Vi dirò, a me il fatto di contribuire a piantare un albero mi rende davvero orgogliosa!

mercoledì 16 gennaio 2013

Chi ben comincia...

Se la settimana si preannuncia da questi primi giorni: NNAMO BENE.
Sono sola, marito è fuori città per la lavoro e starà via per tutta la settimana, ho un bel po' di lavoro da portarmi avanti e mai come ora ho invece una gran voglia di dormire e poltrire, persone a noi care sono in ospedale; tutto sembra essere andato per il meglio, ma siamo stati un bel po' preoccupati... E poi ci sono le lamentele delle mamme della classe di tuo figlio, di cui sei la rappresentante, che vengono lì a romperti su cretinate quando vorresti dirgli: 1) ma non pensi mai che il mondo sia qualcosa di più serio? 2) ma perchè non lo proponi tu? 3) Anzi, perchè il prossimo anno non ti candidi direttamente e la smetti di sfracassarmi i maroni?

Insomma, siamo partite alla grandissima.

Però...
Però ci sono le amiche: quelle che ti cercano, ti messaggiano, di whatsappano, ti tengo la mano e l'umore bello in alto;
c'è la famigghia che mai come ora è un bene prezioso ed il mio personale salvagente. Mi ascolta, stimola, aiuta. Soprattutto, mi ospita pranzo e cena lasciandomi le mani un po' libere (ad anche la mente);
c'è mio figlio che sarà pure un vulcano ed un dispendio di energie non indifferente, ma è uno spasso ed io mi diverto un mondo a dormire nel lettone con lui (per la cronaca: è talmente uguale al padre che mi sembra di averlo accanto in versione ridotta);
c'è questo strano piacere, un qualcosa che sa di indicibile e privato, ma che può riassumersi così: stare sole ogni tanto fa bene. 
Ti puoi fare lunghi bagni caldi (di mattina e senza candele, ma mejo de gnente), guardare un sacco di film in lingua originale, ascoltare tutta la musica che preferisci, girare per mercati rionali, mettere e togliere lo smalto innumerevoli volte senza fretta, andare a dormire con la maschera di bellezza, tenere casa pulita ed immacolata, non preoccuparti del menù da proporre...

A ripensarci, questa settimana -ospedale permettendo- non poteva cominciare meglio.

martedì 15 gennaio 2013

Solo io?

Ditemi questa cosa:
solo io, nel 2013, credo che gli omosessuali abbiano diritto a proclamarsi famiglia?
Solo io penso che sia DAVVERO possibile amare un individuo dello stesso sesso?
Solo io sono convinta che negare fino alla morte queste realtà (che, tra l'altro, esistono da secoli) non serva proprio a nulla, tantomeno a "cancellare il problema"?
Solo io proclamo che la diversità è davvero una ricchezza?
Solo io ritengo che sposarti con una persona del tuo stesso sesso non sia assolutamente una minaccia al mio matrimonio, alla mia unione?
Solo io non mi sento "beceramente emulata" o scimmiottata da chi ama esattamente come me, senza farmi alcun torto, senza voler fingere ciò che non è, ma anzi manifestrarsi per quello che E'?

Ditemi, solo io?

Perchè poi vedo migliaia di francesi, popolo che si ritiene tanto ugualitario e di larghe vedute, che ha fatto la rivoluzione e gettato le basi dell'Europa moderna, scendere in piazza con cartelli OSCENI (sì avete capito bene: OSCENI, che quelli sì mi offendono e mi disgustano) e allora mi dico: ma non è che non c'ho mai capito 'na cippa?

Perchè le cose sono due. O davvero io sto sottovalutando una grande minaccia al mio futuro, al mio pensiero,  al mondo che vorrei, oppure -cosa assai più grave- qui tutti facciamo finta di proclamarci "ragionevoli ed aperti" ed invece siamo solo una massa di codardi e di falsi, che temono il nuovo ed il diverso. Anche quando questo diverso è bello e nasce da una cosa purissima. 

Sia chiaro: non voglio essere la paladina dei gay. Me ne frego di un ruolo simile che non mi interessa e non mi compete, ma mi importa assai del mondo in cui vivo, della gente che frequento, di chi si troverà di fronte mio figlio. Ed allora, cari miei, non voglio avere a che fare con chi non ascolta, finge, dissimula. 
Ognuno ha le sue idee certo, ma io sono convinta che negare in nome di Dio (di quel Dio a cui credo ed in cui prego) o di una non ben specificata morale, la libertà di altri di amarsi e TUTELARSI, il loro diritto ad ESISTERE, sia cosa degna dei peggiori esseri umani. 

Scusate se questo post è così banale. Più lo leggo, più mi sembra scritto da una quindicenne arrabbiata, però a volte le dita bruciano sulla tastiera e la mente si offusca da tanto nervoso ed incomprensione ed allora sì, divento come un'adolescente furiosa. Però, sapete che c'è? ME NE VANTO.



lunedì 14 gennaio 2013

Il nuovo vicino

Quando abiti nella stessa via da quando sei nata capita che tu conosca ogni cosa della tua strada; crepe dell'asfalto, cacche di cane rinsecchite su questo o quel marciapiede, targhe delle auto dei residenti... Cose così, insomma.
Capita anche che tu abbia schedato nella mente i tuoi diretti dirimpettai e chi abita nei dintorni del cucuzzaro, magari non li conosci per nome, ma di viso sì. Tutti.

Così, quando vedi un volto nuovo è come quando arriva uno "straniero" nel paesello. Se poi il volto nuovo è anche belloccio ed in più montato su un corpo agile ed un po' dinoccolato, con una chitarra sulla spalla, ti viene da gridare al miracolo e condividere gaudente la tua scoperta con DMakaDolceMetà.

Sai, credo ci sia un nuovo tizio venuto ad abitare in zona, proprio qui di fronte.
Ah sì?
Sì.
E chi è?
Chi è esattamente non lo so, però è un tipetto attraente: alto, slanciato, bel fisico ma con andatura dinoccolata, viso interessante, capelli sfrangiati. Insomma, una sorta de Jim Sturgess dei poveri.
Jim Sturgess sarebbe quello di Across the Universe?
Sì! Bravo! Proprio lui!

via here

Ah, ok. Ma quanti anni avrà?
Mah, penso la nostra età. Tra i 35-40 anni. 
E dove l'hai visto?
Per strada, questa mattina, mentre accompagnavo il nano a scuola. Camminava a piedi ed inizialmente mi ha colpito perchè portava una chitarra sulla spalla.
Una chitarra?
Sì, una chitarra. Hai presente quella cosa che si suona?
Certo... Bhè, a saperlo...
A saperlo, cosa?
A saperlo, gli davo un passaggio.
Un passaggio? Per dove?
Un passaggio con la macchina. Per la prima fermata della METROPOLITANA! Alle otto di mattina, a Roma, che cazzo ce fai co 'na chitarra sulla spalla? Giusto un po' d'elemosina in metro!

Ovviamente non credo che il nuovo vicino suoni la chitarra in metropolitana, ma per favore: se vi capitasse di vedere un tipo assai figo e somigliante alla foto di cui sopra, fateme un fischio. 

venerdì 11 gennaio 2013

Eterna passione?

Complice una pellicola bellissima, vista per la prima volta parecchi anni fa in un cinema di Barcellona e rigustata di recente, sono giorni che ho l'Argentina nel cuore e con lei anche un tema che ricorre molto nel cinema, la passione.

Nei film che mi è capitato di vedere recentemente è la costante, la conditio sine qua non una storia possa andare avanti. Non solo. E' una passione eterna che sopravvive alle distanze degli anni, dei kilometri, delle vite. 
I personaggi che ho adorato in queste pellicole continuano ad amare QUELLA donna o QUELL'uomo, nonostante la vita gli remi contro.
E' una cosa bellissima, certo. E' anche romantica, sotto certi punti di vista, ma ecco... sono arrivata alla conclusione che non è vero.

Non è vero che le passioni, perfino quelle più intense, forti, strazianti, laceranti, riescano a sopravvivere alla vita.
Il più delle volte ne vengono travolte e soprattutto, anche se ti sei fatto sfuggire la persona della tua vita (o che ritenevi tale), raramente non riesci a rifartene una (di vita, intendo) e non necessariamente questa nuova esistenza deve essere opaca, priva di slanci; una becera imitazione di quella che avevi prima e non sei riuscito a trattenere.

Non lo dico come consolazione. Lo dico come dato di fatto.
Prendete me, per esempio. Ho avuto pochissime storie: lunghe, intense, importanti, appassionatissime. Tutti i miei ex sono oggi felicemente accompagnati con persone molto più "adatte" di quanto potessi esserlo io. Al di là degli anni e della maturità con cui quella storia è stata vissuta. 
Anche a me, onestamente, è andata di lusso.
Ad un certo punto credevo, come capita a molti di noi, che non sarei più riuscita ad amare, ero fermamente convinta che l'altro si fosse portato via per sempre la migliore parte di me e più lo pensavo, più finivo per crogiolarmi in questa specie di rassegnazione sentimentale.

Invece, dentro di me la vita cantava ed è bastato trovare qualcuno che le desse voce per farmi sentire di nuovo viva, per rimettermi in moto dopo anni di "ingolfamento".

Forse sono cinica, forse ho avuto solo un gran culo, ma no: io alla storie delle passioni eterne non credo.
Credo che la vita sia una continua sorpresa, credo che sì, ci porteremo sempre nel cuore quelle persone che ci hanno amato, accompagnato, capito, compreso, insegnato, ma che sia impossibile cristallizzare i sentimenti, specie la passione che è il più esigente di essi.

Bene. Il quadro è chiaro mi sembra, no?
Allora spiegatemi, perchè finisco sempre a frignare come una ragazzina di fronte a storie che, di fatto, reputo così inverosimili????




giovedì 10 gennaio 2013

La vita ti sveglia

Un bel po' di anni fa vivevo una vita non mia.
Facevo cose che non volevo fare, frequentavo chi non sopportavo, insistevo sulle cose che volevo abbandonare... A pensarci bene, c'era da darmi dù bei ceffoni e dirmi: "ma quanno te sveji"?

Fortunatamente è arrivata la vita a destarmi dai miei poco beati sonni. Quando essa giunge, avviso chi non lo sapesse, non lo fa mai con delicatezza, non ti sveglia con carezze e toni soavi, ma con legnate che ricorderai per sempre.
Di legnate io ne ho prese tante e pure brutte, eppure è da lì che ho capito ciò che NON volevo essere. Ancora ignoravo la mia strada, cosa avrei fatto, ma sapevo che sarei andata in "direzione ostinata e contraria" rispetto a tutto quello che ero stata prima.
Ne è nata una nuova me. Non a tutti è piaciuta, ma io mi sono amata da subito e questo rapporto continua ancora oggi, tra tutti gli alti e bassi e le ambivalenze tipiche delle storie d'amore. Eppure c'è, è vivo ed io non posso essere più grata a questa maestra, la vita, così imprevedibile e sempre capace di insegnarti tanto.

Questo post mi è stato ispirato da un'altra mia cara amica che dopo anni di "vita non sua" ha preso una decisione coraggiosa ed importantissima. Potrebbe sembrare che lasci tutto, invece sta semplicemente riprendendosi la cosa più preziosa: se stessa.
A lei e a tutti quelli che non sanno dove andare auguro un viaggio strepitoso. Sicuramente sarà pieno di paure e trabocchetti, ma alla fine anche i mitici Goonies (pellicola che mio figlio mi sta facendo rivedere da un mese a questa parte), dopo avvincenti fughe e "tragobetti", trovano il loro tesoro, no?

mercoledì 9 gennaio 2013

Sì. A prescindere.

Sto mettendo lo smalto alle unghie. Che si sappia.
E' un momento epocale, un gesto eclatante per me che sono sempre stata "nuda&cruda".

Il fatto è che se si deve essere audace da qualche parte si deve pur cominciare, no?
Quindi ho scelto la strada più facile: colorare qualche parte del mio corpo in maniera temporanea (e sto seriamente pensando di farmi anche una ciocca blu ai capelli) e rindossare capi che non mettevo dal lontano 2006.
Che temeraria sono, vero?

A mio favore posso dire che questo anno è iniziato bene, e spero di non tirarmela.
Una mia cara amica ha deciso di festeggiare il suo compleanno in un localetto assai figo dove io non avevo mai messo piede. Una roba seria, con tanto di barman e musicappalla che ho amato. Io e DMakaDolceMetà siamo andati con l'idea di nonfaretardiperchèsaiabbiamolasciatoilbimboconlanonna ed è finita a bicchieri di vino ed alcolici con noi che ballavamo come ciovani pensando: "tutt'al più ci diseredano, cosa vuoi che sia"...

E' stata una botta de vita che desideravo da tempo ed è bello che a "spingermi" sia stata una persona a me cara che, proprio qualche giorno prima, mi aveva detto: "tu, dì sempre di sì. A prescindere". 

Riflettevo come spesso le persone ci suggeriscano delle cose, velatamente o meno, e non ce ne accorgiamo. Io non mi ero mai accorta di quante persone stessero facendo il tifo per me e mi volessero bene. Non realizzavo quanti consigli sensati si prodigavano di far arrivare alle mie orecchie. Avevo una meta prestabilita, un binario su cui viaggiare ed una carrozza comoda da cui guardare il mondo, perchè rischiare?
Invece decidere di viaggiare senza destinazione o scendere dal treno sono gesti che possono avere un sapore nuovo: sono agli opposti eppure entrambi temerari, coraggiosi.
Io non so cosa mi riserverà questo nuovo anno, però di una cosa sono consapevole: ho un bel biglietto in tasca con destinazione OVUNQUE.


martedì 8 gennaio 2013

Della bellezza

Ogni tanto, come avrete capito, ci concediamo della sana TV spazzatura, che non sarà educativa, ma fa tanto bene all'autostima.

Siamo entrati in fissa con un programma in onda su La5 "Make me perfect" dove 12 donne, scelte tra migliaia, si sottopongono a dolorosi interventi chirurgici, sedute di psicanalisi, si rifanno trucco&parrucco e cercano di carpire i segreti di un truzzo soprannominato look maker, per ritrovare l'autostima perduta.

Bene.
Cioè, male ma vabbè...

Quindi ci mettiamo a guardare la storia di questa tizia che vive in un di questi paesini inthemiddleofnowhere e che fa una vita triste, tristissima. 
Si sottopone ai primi tre interventi, tutti al volto, dopo i quali espone le sue impressioni.

"La cosa che più mi spaventa è che non posso tornare indietro ed ho paura di rimanere sfigurata"
Io: "no, guarda peggio de così..."
"E poi potrei non riconoscermi più!"
Lui: " Ma magari!"

OK, ritiro tutto: la TV spazzatura è deleteriaaaaa!

lunedì 7 gennaio 2013

Lascio che le cose mi portino altrove (cit.)

Oggi riprende tutto: la scuola del nano, le lezioni di Pilates, il lavoro, le pulizie di casa, la spesa, i nervosismi ed i miei continui "machimelofafà".

Però, tante cose sono cambiate ed altre cambieranno ed io voglio vivermi tutto al meglio. So che non sarà facile e mi abbandonerò spesso all'insoddisfazione, ma forse alla fine, persistendo nel mio intento, ci riuscirò.

Che poi, se proprio ve la devo dire tutta, a me le giornate frenetiche piacciono.
Mi danno SENSO all'esistenza. Ricordo ancora un giorno poco prima di Natale in cui sono uscita per stare via un paio d'ore massimo, poi si sono accavallate telefonate inaspettate, lavori improvvisi e mille altri impegni ed io sono tornata a casa che erano da poco passate le venti. Avevo ancora tutto da preparare, ma mi sentivo da Dio. 
Avevo una carica in corpo, una voglia di fare... Sarà l'adrenalina, sarà il fatto che sono sempre stata così: capace di rendere il massimo specialmente se sotto pressione, sarà che adoro quando è la vita a prendere me tra le sue mani sballottandomi un po'.

Oggi tutto riparte, anche questo blog che è nato per puro cazzeggio (ed ancora continua saldamente su quest'intento), ma che si sta rivelando una vera panacea per la mia anima ed il mio cervello sempre più contorto.
Tutto questo solo grazie a voi che ci siete, mi commentate e trovate magari due minuti per leggermi. 

Ho in serbo molte cose per questo mio piccolo spazio virtuale e non vedo l'ora di condividerle con tutti voi che spero continuerete a seguirmi.

Intanto riascoltatevi questa che è tra mie top 20 di sempre ed oggi ci sta tutta.

venerdì 4 gennaio 2013

Il vecchio & il nuovo

Ho salutato il vecchio anno in una maniera per me inconsueta: sola a casa con i miei due uomini, dalle finestre di casa mia dove, per la prima volta, vedevo la strada che abito dalla mia nascita illuminata a festa.
Ho pensato che era un bel modo per iniziare un nuovo anno: salutare ciò che verrà da dove tutto è venuto.

La mattina seguente mi sono svegliata ed ho osservato tutto ciò che mi circondava in maniera diversa, come se lo vedessi per la prima volta e, con nelle orecchie questa canzone qui, sono partita a manetta per una passeggiata nel centro di Roma che dubito dimenticherò tanto in fretta. Ho registrato tutto e l'ho inciso ben bene, manco fossi un vinile.

Non so... Più che buoni propositi, mi ritrovo a guardare l'anno che si è appena concluso e a rendermi sempre più conto di quanto di bello c'è stato. Me l'hanno dimostrato anche tutte le amiche che mi hanno invitato a trascorrere l'ultimo giorno del 2012 con loro, tutti gli auguri fatti e ricevuti, i ti voglio bene che finalmente, dopo essere rimasti ingabbiati per un anno intero, sono scoppiati e mi sono arrivati diretti al petto, gli abbracci ricevuti, e soprattuto le foto... Sì, le foto in cui sono stata ritratta in questo lungo anno dove HO FATTO PARTE della vita di altri. 

Per la prima volta mi sono guardata con i LORO occhi, sentita con il LORO cuore, riso con la LORO bocca...
E' bello. Bellissimo.

Ovviamente, non crediate che di propositi e progetti non ce ne sia traccia: ho una to do list da far invidia a Martha Stewart e BaraccoBama insieme, però sapete che c'è? C'è che quest'anno non mi importa se riuscirò a mettere un tick a tutte le voci, se raggiungerò tutti gli obiettivi, perchè credo che la realizzazione personale dipenda anche da come si VIVANO le cose, da come le si raggiungano. 
Quindi, abbasso tutto quello che DOVREBBE essere e che non è detto che sarà, abbasso tutte le aspettative che possono trasformarsi in  humus per l'insoddisfazione.

Benvenuto a te, 2013. Ti stringo la mano e te la voglio tenere per tutti questi 12 mesi in cui andremo a bracetto, però ti avviso: so essere di una proverbiale pigrizia, ma quando decido di correre non mi ferma più nessuno.

giovedì 3 gennaio 2013

Quel posto bellissimo

Oggi compi 90 anni.
Non li festeggi qui con me, ma nel posto bellissimo dove sei ora.

Me lo immagino pieno di cose stupende, tutte quelle da te preferite: fiori colorati e profumatissimi, piante rigogliose, un sole caldo ma mai violento, dolci di crema pasticcera da leccarsi i baffi e carne tenera per farti ingoiare senza problemi.
Ogni tanto mi vieni a trovare in sogno e ti trovo sempre bellissima; con quei capelli bianchi e candidi che spero un giorno di riprendere da te e quel sorriso dolce che mai potrò dimenticare.

Io so che tu ci sei. Ci sei in ogni mio momento: quando piango nascosta in vasca con la scusa di farmi un bel bagno caldo, quando rido a crepapelle, quando osservo soddisfatta mio figlio e la mia famiglia crescere.
Io so che tu hai sempre creduto che ce l'avrei fatta: a superare il dolore, a continuare per la mia strada, ad essere felice. 
Io so che oggi stai meglio. 

Tante volte mi chiedo com'è, questo posto bellissimo dove sei ora... L'hai incontrato nonno? E zio? I tuoi fratelli? Stai bene? Ti manchiamo? Ci vedi?
Poi penso che siano pensieri infantili e più ci penso, più finisco a riflettere sul fatto che un po' di puerilità non ha mai fatto male a nessuno perchè i bimbi, me lo ricordava una mia amica pochi giorni fa, sanno fare di tutto poesia e di poesia, io che sono grande, ne ho un gran bisogno.

Oggi ci avresti portato a pranzo fuori per celebrare questi due numeri che "fanno paura" da quanti sono. Non eri certa, quando me lo dicesti, che si saresti arrivata; io invece ne ero sicurissima. Non avevamo ancora fatto i conti con molte cose brutte che sarebbero venute ed io dovevo ancora imparare a crescere.

Eppure oggi festeggio con te. Ovunque tu sia, con chiunque tu sia adesso.
Quindi prendi tutto il fiato possibile e soffia su questa torta che ti ho preparato. E' il mio modo per dirti grazie e che ti voglio bene, un bene che non finirà mai.
Buon compleanno, nonna.

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