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lunedì 31 dicembre 2012

All'audacia

I due anni precedenti a questo 2012 sono stati terribili.
Abbiamo fatto i conti con la perdita di persone amate, con l'ingestibilità della natura, con l'ineluttabilità del destino.
A volte ho notato come un brutto periodo ne apra successivamente uno peggiore, a mò di cesura. Pensi di esserne fuori ed invece ti arriva il colpo finale, quasi sempre mentre sei di spalle, mentre riprendi fiato.
Sarà per questo che ho sempre odiato il Capodanno. Detesto le festività comandate e, a maggior ragione, quelle in cui devi divertirti per forza ed essere felice nell'accogliere qualcosa di nuovo, qualcosa che fondamentalmente ignori e non sai cosa ti porterà.

Faccio enorme fatica a lasciare andare via questo 2012. E' stato un anno buono, pieno di cose fantastiche, di traguardi raggiunti, di scoperte e di progetti portati a termine. Ho imparato moltissimo, soprattutto a lasciare andare chi ho amato e ciò che mi fa stare bene.
Proprio per questo, devo salutarlo facendo spazio al nuovo, sperando che sia altrettanto buono.

Ogni anno faccio una sorta di proposito che racchiudo in una parola. L'anno scorso era CAMBIAMENTO, quest'anno sarà AUDACIA.
Voglio sfidarmi e sfidare. Voglio circondarmi di cose belle, di persone belle e respirare il bello. Sì, lo so che le cose migliori sono quelle semplici ed a portata di mano (parlate con una fondatrice del pensiero dell'accontentiamoci e rendiamo grazie), ma parlo del bello vero, quello oggettivo, quello che ho sempre fatto fatica ad avvicinare e che, quando avevo tra le mani, ho lasciato andare convinta di non meritare.
Voglio volere di più  e sentirmi in diritto di farlo, senza apparire boriosa, senza essere punita per la mia tracotanza. 
Voglio inebriarmi di questa vita e meravigliarmi nello scoprire che mi può dare ancora molto ed ancora meglio. 
Voglio sentirmi il cuore a mille, il flusso del sangue accelerato, il corpo nuovamente ossigenato.
Me lo devo perchè ci ho messo più di trent'anni per capire che non c'è colpa peggiore se non quella di non amarsi e non osare chiedersi di più.

A tutti voi, auguro un nuovo anno pieno di tutte quelle cose che desiderate da tempo, ma che non avete mai avuto il coraggio di chiedere.
Vi auguro il meglio e non solo per questo 2013.
Con tutta l'onestà di cui sono capace: buon anno nuovo!


giovedì 27 dicembre 2012

Natale, andata e ritorno

Torno da una tre giorni di tavole imbandite, pacchetti, torroni, panettoni, pandori, frutta secca, tombole, domini, parenti, amici, figlio iper galvanizzato e bambini eccitati...
Torno piena di roba da mangiare e di pensieri.

Sì, pensieri.
Perchè il Natale è una festa che può essere meravigliosa, straordinaria, è la magia dell'impossibile sulla terra, ma può essere atroce.
E' un pensiero banalissimo, certo. Però quando ti tocca da vicino, rifletti. Molto.

Quest'anno molte persone che conosco hanno trascorso un Natale orribile.
C'è chi ha perso per sempre una persona cara e quel posto vuoto a tavola, non c'è niente da fare, rende tutto triste, sfuocato. I ricordi si mescolano e diventano nostalgia e la nostalgia, dolore. 
C'è chi si è separato dalla propria famiglia, magari ha lottato fino alla fine per tenerla in piedi, ma la forza della distruzione ha vinto su tutto. Anche sui figli con cui non festeggiare.
C'è chi ha dovuto brindare in fretta ed in mezzo agli scatoloni perchè l'aspettava un trasloco, che di per sè potrebbe anche essere una cosa figa se hai vent'anni e devi partire per l'America, ma ti devasta se di anni ne hai quasi novanta e sei costretto ad abbandonare una casa ed una vita di ricordi.
C'è chi ha perso o ha paura di perdere il lavoro e quest'anno sotto l'albero ha solo tanta rabbia e preoccupazione.
C'è chi ha un proprio parente all'estero, magari lontano 24 ore di volo, e si ritrova per la prima volta a festeggiare senza un fratello, o una sorella ed il Natale allora non è più sinonimo di famiglia.
C'è chi è in ospedale, a combattere con qualcosa di grande, qualcosa che vorrebbe gli desse tregua e si addolcisse di fronte alla magia di questi giorni, ma certi mali non conoscono bontà.
C'è chi magari è in carcere (no, nessuno dei miei amici) e vorrebbe abbracciare tutta la sua famiglia, ma non può perchè "un reato non va in vacanza".

C'è che mi direte che è la vita, non è il Natale, e avete ragione. Però quando vedi che tutto intorno a te brilla, quando senti le persone vicino a te eccitate, quando tutto ti indurrebbe alla gioia e tu senti solo dolore e mancanza, lasciarsi andare al bello è duro.

Io non so mai cosa dire di fronte a cose simili.
Ovviamente ognuno ha il sacrosanto diritto di viversi la vita come vuole e di lasciarsi andare alla rabbia ed al dolore, anche se è Natale.
Io solo una cosa forse posso dire. Una cosa sincera e vera: PASSA.
So che quando ce lo dicono, in quel preciso momento dove c'è solo buio, non ci crediamo; anche io non ci credevo. 
Poi l'ho sperimentato sulla mia pelle. Il dolore passa e la vita è talmente forte che con il suo rumore avvolge e riavvolge tutto: i brutti pensieri, i dolori, le perdite, le angosce, le paure e di colpo ti ritrovi VIVA. 
Improvvisamente ricominci a "sentirti" ed impari a voler nuovamente bene. Alle persone, alle cose, ma soprattutto a TE.
Ecco, forse è proprio questo l'augurio che mi sento di fare oggi a tutti voi.




lunedì 24 dicembre 2012

A destinazione

Eccolo qui, è arrivato.
Il giorno della Vigilia che tanto abbiamo aspettato, almeno qui a casa nostra dove un ometto alto poco più di un metro non ha fatto altro che contare i giorni e mangiarsi cioccolatini.

Io non voglio risultare patetica o melensa o che ne so, ma lo spirito del Natale, quello di A Christmas Carol, lo sto vivendo anche io.
Sicuramente un bel po' è merito di mio figlio, ma anche delle cose piccole e belle che stanno capitando da pochi giorni a questa parte.

Come andare a scuola di tuo figlio, mentre lui è ancora tumulato in casa sotto antibiotico, per ritirare il suo lavoretto e trovarti tutte le maestre che ti abbracciano, ti salutano, ti accolgono e ti sorprendono con un regalo e delle parole bellissime;
come rivedere le tue amiche, strappando un'oretta alla famigghia e dedicandola solo a te, per ricevere gli abbracci sinceri di persone che hai lasciato sui banchi di scuola e che ti inorgoglisce ritrovare donne;
come ricevere dei regali bellissimi da chi ti vuole bene, "tagliati" su misura per te ed accompagnati da un biglietto che ti strappa più di una lacrima;
come ospitare a casa tua una coppia di cari amici che non vedevi da mesi;
come andare in una piazza di Roma dove non eri mai stata e conoscere, grazie ad una ragazza straordinaria che ti ha venduto dei saponi artigianali squisiti, un'altra ragazza fuori dal comune che ti ispira ogni giorno;
come fare i regali a chi ami, di fretta sì, ma sentendo che sono quelli giusti.

Sì, è Natale e, poichè viene una volta all'anno, io me la godo alla grandissima.
Fatelo anche voi.

Ancora una volta,  i miei più sinceri auguri di buone Feste!


venerdì 21 dicembre 2012

Saranno giorni...

Saranno giorni di leccornie che mi gusterò a piè pari, salvo poi pentirmi una volta salita sulla bilancia;
di fritture di pesce e pacchi scartati;
di tombole con i nonni mezzi sordi e di cugini travestiti da Babbo Natale;
di mamme, papà e sorelle tutti riuniti ad un'unica tavola;
di quel torrone, morbido ed abruzzese, che mi manda ai pazzi e mi ricorda la mia amata nonna;
del sorriso e della meraviglia di mio figlio che mi commuovono ogni volta.

Saranno giorni che, dopo tre, ne avrò abbastanza salvo poi rimpiangerli ed aspettarli per tutto l'anno.

Sono i nostri giorni. 
Trascorreteli con chi amate e fate cose pazze.

Forse riuscirò a postare qualcosa, de vez en cuando,  in ogni modo ci ritroveremo qui, stesso posto stessa ora, ma con un anno in più.

A tutti voi, BUONE FESTE!
E grazie per aver trascorso questi due mesi con me!
 

Fenice

giovedì 20 dicembre 2012

Caro Babbo Natale...

Caro Babbo Natale, 
sono una bambina di 34 anni e poichè sono stata mooolto buona, quest'anno vorrei chiederti quello che segue:

- lo so, un tempo ero solita desiderare una crema corpo profumatissima e della lingerie che doveva indurre a strapparmela via di dosso al primo sguardo, oggi ti chiedo una pentola a pressione, un super robot da cucina e soprattutto una scopa elettrica nuova di pacca. Anzi, pensandoci bene, poichè tu tutto puoi, ti vorrei chiedere direttamente una casa autopulente così da potermi svegliare e catapultarmi fuori dalla porta senza passare dal via

- sono castana ed ho sempre avuto bei capelli: sani, FOLTI e dalla veloce ricrescita ma, per par condicio, sono stata dotata anche di peli dalla medesime caratteristiche. Indi ti chiedo non tanto un pacchetto da 300 sedute di luce pulsata, quanto di rifarmi nascere con una chioma fluente ed un corpo glabro come manco una passata di napalm

- quando ero quindicenne mi lamentavo dei brufoli. Ho sperato che passassero e nel frattempo ho trattato la mia pelle con la qualunque, da creme miracolose (per gli altri) ad impacchi dal sapore sciamanico per finire con alcol e candeggina. Non è accaduto nulla, però negli ultimi tempi, insieme ai brufoli, sono sorte anche le rughe. Quindi ti dico: scegli. O le une o le altre, non si può essere una teenager con la pelle da quarantenne (meglio una quarantenne con il viso da quindicenne, semmai)

- Ok, sono magra. Cioè, io mi vedo normalissima anche perchè prima della gravidanza lo ero davvero di più, però questi pochi chiletti che mi sono rimasti, anche se tutti dicono che sto benissimo e sono un'acciuga, io non me li so proprio sentire. Cioè, li sento: sui fianchi e sul sotto culo. Quindi, ti chiedo di succhiarmi via questo po' di grasso localizzato. Magari fallo di notte ed in una maniera del tutto indolore così che la mia sorpresa di prima mattina sia da svenimento

Cosa? Dici che sono troppe cose? Dici che sei Babbo Natale, non Dio?
Aspetta, allora provo a riassumere tutto in una sola richiesta.
Per favore, regalami un PENE. Sì, hai capito bene quello che gli uomini hanno tra le gambe.
Perchè sono profondamente convinta che nessun uomo (colpa anche di donne che per anni hanno fatto e continuano a fare da serve) potrebbe mai scrivere una letterina simile. Noi donne dobbiamo essere in grado di fare tutto, di essere mogli, madri, amiche, compagne, sempre desiderabili, mai trascurate, al passo coi tempi pur rimanendo fedeli a certe tradizioni.
Ecco, io vorrei che questo Natale tu mi dotassi, se non proprio di un'organo maschile, almeno di un cervello da uomo.
Non so perchè, ma qualcosa mi dice che sarebbe un anno da favola.

mercoledì 19 dicembre 2012

Ma il secondo?

Se un giorno leggerete sui giornali di una tizia che ha preso a testate qualcuno in preda ad un raptus di follia, sappatielo: sono io.

Io che, alla ventesima persona al giorno che mi rivolge quella domanda lì, perdo ogni freno inibitorio e finalmente do sfogo ai miei più animaleschi istinti.

Quale domanda? Semplice, quella che, da tre anni e mezzo a questa parte, mi sento rivolgere da chiunque e che suona così: "ma quando lo fai il secondo figlio?".

Sia chiaro, questo  post non è indirizzato ad amici e diretti conoscenti, ma a tutti quei pincopalli che mi conoscono a malapena e per di più, alle mie risposte evasive, insistono sfoderando teorie astruse sul perchè fare figli è bello e che mi spingono a  sentirmi legittimata a scoppiare e magari fargli pure un po' male.

Quello che mi diverte (si fa per dire) è vedere con quanto cuore e convinzione 'sta gente tiri fuori teorie, per me del tutto personali e soggettive, sul perchè avere fratelli/sorelle sia oggettivamente così fondamentale.

I dialoghi che mi vedono mio malgrado protagonista suonano, più o meno, così:

- E tu, al secondo, non ci pensi?
- No, al momento no.
- E perchè, non ti senti pronta?
- Nel pensiero: Bhè, magari no. O forse non lo sarò mai, ma non lo devo venire a raccontare a te. Nella realtà: Bah, non so...
- Eh, ma se sei insicura il tempo passa e poi finisci che LO LASCI SOLO!
- E quindi?
- Come quindi? Ma che non li vedi i figli unici, non ti è mai capitato di incontrarli? Tutti viziati, stronzi e TRISTI!
- Veramente io sono figlia unica...
- Ah, vabbè, ma tu sei diversa, tu sei fortunata... Però dico, ma non ti è mai mancato un fratello o una sorella?
- No.
- Mai?
- Mai.
- Sì, vabbè, lo dici adesso mai poi quando magari i tuoi si faranno vecchi...
- Sì, lo so. Sarà dura. Però conosco tanta gente che ha fratelli e che si ritrova comunque sola ad affrontare la vecchiaia dei genitori...
In questo modo li zittisco ed ogni volta, ogni maledetta volta, finisco per sentirmi come nuda, svuotata, violata in faccende così serie, profonde e per me così intime che mi da un fastidio cane condividere con chi non sa e non gli importa davvero chi io sia.

Io non so cosa mi riserverà la vita, però so che non potrò mai tacciare i miei genitori di egoismo per "avermi lasciato sola". Sono stata una figlia amata, coccolata, voluta. Sicuramente anche viziata, ma non più di altri. Ho avuto la fortuna di potermi SCEGLIERE il resto della famiglia che non ho avuto il privilegio di trovarmi di default. I miei fratelli sono stati i miei amici, le mie sorelle hanno avuto le sembianze di compagne di vita e cugine e no, sola non mi ci sono mai sentita.
Non so se mio figlio avrà mai un fratello o una sorella, ma comunque andrà io volevo dirvi una cosa: essere e mettere al mondo figli unici è LEGALE.



martedì 18 dicembre 2012

Pare finta

DM-akaDolceMetà ha un gran gusto in fatto di donne.
Certo direte, ha scelto te come consorte, come potrebbe essere altrimenti...
Invece no, non lo dico per questo. Anzi, se non fosse per la mia straboccante simpatia ed un derriere che all'epoca faceva furore, ancora starei qui a domandarmi perchè abbia puntato me; lo dico perchè il suo gusto in merito all'altro sesso è ineccepibile.

L'altra sera lo sentivo commentare da solo mentre guardava la TV: "Dio, ma è proprio bella. Cioè, è perfetta. Santo Cielo, ma come si chiama questa qui..."

Dopo un po' lo raggiungo e lo trovo a smanettare sul PC alla ricerca del nome della bella fanciulla: MEGAN FOX.
Megan Fox foto via here

Cioè, poi diteme se non me devo meraviglià che stia con me. S'è invaghito di una considerata tra le più belle e sexy del pianeta...

Comunque, mi guarda tutto soddisfatto e mi fa: "eccola, è lei.".
Io ho osservato le foto di questa aliena sulla terra ed ho commentato:
" è stupenda. Talmente bella che pare finta"
e lui: "eh però è vera, è quello il problema..."

Nun fa 'na grinza.

lunedì 17 dicembre 2012

Miss Scarlett

via here
E niente, c'è che è stato un WE difficile, faticoso, pieno di lacrime, lamenti, agitazione...

Ci ha fatto visita Miss Scarlett che non è la Johansson, ma la scarlattina che si è stanziata nella gola e sulla pelle di mio figlio scambiandoli per una suite dell'hotel Ritz.

Io non sono una madre particolarmente ansiosa ed allarmista. Sarà che ho fatto i conti con cose molto grandi e pesanti nella vita e tendo sempre ad "oggettivizzare", a filtrare la realtà in un setaccio di buon senso prima di agitarmi, però stavolta è stata dura.
Perchè non c'è niente da fare, quando vedi tuo figlio stare sveglio poche ore al giorno e lo senti gridare e piangere tutto il tempo nonostante sia già sotto cura della tua pediatra, l'idea di portarlo in ospedale e fargli prescrivere l'impossibile affinchè stia meglio, ti afferra.
Poi, per fortuna, relativizzo. Relativizzo e finisco per pensare a tutti quei bimbi (quanti saranno, milioni?) che non hanno accesso alle cure e magari neanche una famiglia, un volto amato, a cui affidarsi. Allora mi calmo e, guidata dall'istinto e da quel briciolo di ragionevolezza infusami dal cielo, riesco a prendere decisioni lucide.
Non sempre sono azzeccate, ma almeno sono ponderate e prese sforzandomi di guardare le cose alla "giusta distanza".
Tanto per capirci, alla fine al Pronto Soccorso ce l'abbiamo portato ed abbiamo fatto bene.

Che poi, perchè non siamo mai bravi a dare il giusto peso alle cose, agli eventi, alle persone? Perchè deve capitare che ci rendiamo conto di quel SENSO solo quando ci accorgiamo che la vita cambia, fugge e non t'aspetta?

Sono tutti questi pensieri che, inevitabilmente, ogni volta fungono per me da specchio. Mi guardo con una luce nuova, osservo tutta la mia vita come se fosse la prima volta ed allora l'apprezzo pienamente.
E' quello il momento in cui vedi il buono, quello che tralasci quando sei troppo impegnata a sopravvivere, ed afferri TUTTO. Il freddo di una giornata di dicembre colorata di sole, la frutta freschissima e succosa che arriva a domicilio, la polenta di tua zia che ti viene in soccorso, il lettone che diventa il luogo dove farlo stare al sicuro, l'acqua frizzante ed il ghiaccio che si trasformano in panacea, il gioco del topo che lo diverte, la pizza che lo induce a mangiare, l'amica infermiera che ti chiama per darti preziosi consigli ed un PC dove, grazie ad un semplice schermo, trovi il supporto degli amici che ti sanno infondere tutta l'energia che credevi di avere perso.

Allora capisco che, generalizzando il discorso, è vero che tutte le cose brutte alla fine servono per poter permettere alla bellezza di infiltrarsi tra quelle pieghe che ci fanno soffrire così tanto, perchè è solo dopo essere stati a lungo senza fiato che si apprezza una semplice boccata d'aria.

venerdì 14 dicembre 2012

It's #leaveamessage Day!

Allora, 
TUTTI PRONTI?

Come ho avuto modo di dirvi la volta scorsa oggi è il grande giorno. 
E' il momento di spargere amore, sorrisi, speranze & so on nelle nostre città! Siamo giunti al  #leaveamessage day!

Io ho scritto una diecina di messaggi che non vedo l'ora di piazzare un po' in giro.
Avrei tanto voluto lasciarli anche nella mia palestra di Pilates, nella speranza che li trovasse la mia angelica insegnante, ma sfortuna vuole che il nano si sia ammalato pesantemente (ieri non ha potuto nemmeno partecipare alla recita di Natale per cui si preparava da un mese) e quindi starò al chiodo. Ma non disperate: una mezz'ora d'aria è concessa anche ai carcerati, quindi me darò da fa'.

Ho anche una sorpresa da dirvi:  
comeundadodabrodo ha il suo primo profilo twitter!
Da oggi mi trovate anche qui ed è su questo profilo che potrete leggere, tra l'altro,  dove piazzerò i miei messaggi.
Siete contenti, vero? La vostra giornata ha assunto un altro colore dopo che vi ho dato questa notizia,  lo so...

A breve poi ho un altro paio di cosette da annunciarvi, ma me le riservo per la next week.
E a voi che potrete uscire di casa: buon fine settimana!

giovedì 13 dicembre 2012

Don't you know it's Christmas HERE?

Secondo voi potevo evitare di deliziarvi, dopo il clamoroso successo del calendario dell'avvento, con un altro post a tema Natale DIY?
Ceeerto che no!
Quindi, eccomi qui con un nuovo progettino che ha visto coinvolti il nano & me negli ultimi tempi.
Poichè, come forse vi avevo accennato da qualche parte, quest'anno abbiamo finalmente la casa nuova, mooolto più grande e su due piani, nella mia mente si è profilato un semplice quesito: come la addobbo senza spendere una fortuna?
L'unica soluzione che vedevo a portata di mano era usarla quella mano e pure l'altra!
Così con la scusa di farlo giocare, ma in realtà era puro sfruttamento minorile, ho coinvolto il nano nella realizzazione di nuovi appendini per l'albero.

Come abbiamo fatto?
Ho acquistato in una cartaria molto fornita della mia zona: DAS, tinta opaca color biscotto ed uno speciale colore bianco che si gonfia a contatto con l'aria.
Con il nano abbiamo prima modellato la pasta del DAS con mattarello e l'abbiamo poi ritagliata con delle formine a tema natalizio. Una volta asciutte (io l'ho direttamente messe in forno una diecina di minuti a 140 gradi) siamo passati al colore



E' stato poi il turno della decorazione. Con il colore "gonfio" di cui vi parlavo ho creato i vari particolari, come se si trattasse di glassa di zucchero. Il risultato del primo finto biscotto di pan di zenzero è stato questo:


Praticamente, lo sporco lavoro è finito; mancano all'appello qualche lentina di cioccolato, un laccetto per appendere, una pennellata di verniDAS et voilà, il gioco è fatto:


A questo punto le decorazioni sono pronte per fare la loro "bella figura". Noi le abbiamo messe sul ramoscello trovato nel parco vicino casa...


E poi sull'albero di Natale, obviously...



Il nano era estasiato ed orgoglioso e non vede l'ora che arrivi il fatidico momento. Intanto, qui si continuano a depennare i giorni (ed i cioccolatini) che ci separano dall'arrivo di questo vecchietto taaanto buono...


Allora, vi piace? 
Stavolta l'attacco d'arte è stato notevole per una negata come me, non trovate?
Dimenticavo: a parte le prime foto, le altre sono state scattate di giorno e, grazie a qualche preziosissimo consiglio di DM (aka Dolce Metà), sono riuscita a capire un po' come funziona una macchina digitale. 
Così, anche se la casa è ancora da finire, se mancano tende e quadri, se dobbiamo far rivestire le poltrone, se al momento dello scatto era tutto in disordine (libreria e fili volanti in primis), ho deciso di postarvi lo stesso un paio di foto del nostro salone, più che altro per farvi capire che non viviamo in una buia catacomba! :)



Che ne dite?

mercoledì 12 dicembre 2012

Giochiamo a (VEG)eto?


Avete riconosciuto la battuta, vero? La recitava Julia Roberts in questo delizioso film.
No, non vi sto proponendo di rimanere fermi come due vegetali, anzi vi sto proponendo di agire.

Come vi accennavo la volta scorsa, ogni mercoledì mi sono data un nuovo impegno: produrre e consumare con la mia famiglia almeno un pasto vegano a settimana.

La volta scorsa è stata protagonista una pasta e patate da sballo.
Stasera, attingendo al cesto di Zolle, mi lancerò in una zuppa di verdure miste su letto di crostini ed olio a crudo. Sarà poi la volta di finocchi con olive nere ed arance rosse e per finire un dolce vegan a base di latte di soia e frutta disidratata.

Ma volete per caso le ricette?

Allora, per la zuppa: lavate e mondate la verdure che avete a disposizione (nel mio caso lattuga, lattuga riccia, verza e iceberg), mettetele in un grosso tegame con poca acqua, un dado vegetale biologico ed i classici ortaggi da soffritto (carote, sedano, cipolla). Coprite il tegame e lasciate sul fuoco per buoni 10 minuti. Scoperchiate e mescolate, spingendo in basso la verdura ancora non appassita. Dopo 10 minuti riaprite. Lasciate raffreddare e, solo quando tiepido, frullate il tutto con il frullatore ad immersione. Rimettete sul fuoco a scaldare. Nel frattempo ponete il pane, che avrete precedentemente tagliato ed abbrustolito in forno, nel piatto di portata. Versate la vostra vellutata sul pane, cospargete con olio EVO a piacere et voilà...

Per l'insalata di arance e finocchi non credo ci vogliano spiegazioni. Basta tagliare il tutto (le arance nel senso della larghezza, ovvio), condire con olio, sale e pepe ed è pronta.

Per il dessert, vi rimando invece qui.
Non dimenticate comunque che il sito di cambiamenù vi offre una varietà di ricette super gustose.

Allora, ci provate?
Sapete che due persone che mangiano lo stesso cibo sono vicine anche se lontane?
Dài, dateje sotto! E' meno impegnativo  di quello che sembra!

Volevo poi dirvi di rimanere sintonizzati su questi schermi, sempre se vi va ovvio,  poichè domani ho in serbo un posterello molto home made e ricco di foto. Brutte eh, ma ci sono!

martedì 11 dicembre 2012

#Leaveamessage



L'idea non è mia. E' di una ragazzetta geniale che seguo oramai da molto tempo.
Non ci conosciamo personalmente, eppure sento di avere molto in comune con lei.

Come lei sono rimasta incinta senza particolari "tentativi";
come lei ho messo al mondo un figlio ed ho perso il lavoro e la vita che avevo prima;
come lei ho rimpianto quella vita, passando per una madre degenere, ed ho imparato piano piano a scivolare nei panni di questa di adesso che poi, a pensarci bene, è mooolto meglio;
come lei mi sono rimessa in gioco;
come lei oggi sono precaria, flessibile e quindi multitasking per antonomasia;
come lei sogno un futuro migliore,
come lei vorrei donare a mio figlio altri sguardi sulla vita ed una seconda lingua parlata con spontaneità e leggerezza;
come lei amo scrivere;
come lei sono per metà romana e metà abruzzese;
come lei sono mamma.

Ehm, no. Non sono FIGA come lei, però.
Si chiama Chiara ed è un portento. E' stata una delle prime ragazze ad aprire un blog sulla maternità, ma l'ha fatto con uno sguardo personalissimo: dissacrante, vero, lucido, spietato, originale, eppure capace di farti sentire che il suo mondo è anche un po' il tuo. 
Non a caso, dopo poco tempo che era su Internet, è stata notata da un editor Rizzoli e ha dato alle stampe un libro "Quello che le mamme non dicono", che ho stretto tra le mani un po' di tempo fa e che ancora rimane una delle letture più spassose e piena di riflessioni profonde e commoventi che mi sia capitato di avere sotto gli occhi.

Un anno fa lanciava, spinta dal  casuale ritrovamento di un foglietto lasciato da chissàchichissàquando, questa iniziativa: spargere per la propria città, in un giorno prestabilito, un "po' amore ed energia positiva". Come? Grazie a dei bigliettini scritti e lasciati in ognidove.
In cambio non si vince nulla, ma voi provate solo ad immaginare una vostra giornata tipo, non meno di fretta e non più speciale delle altre, e di ritrovarvi tra le mani un biglietto anonimo con una frase bella, o intensa, o divertente. Ovvio, quella frase non è scritta apposta per voi ma è per voi. E' per tutti noi. Non vi farebbe piacere? Non vi svolterebbe la giornata? A me sì.




Quest'anno poi l'iniziativa sostiene una realtà importante, l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Perchè non c'è luogo migliore dove spargere amore, speranza ed un sorriso se non dove si soffre.
Vi ho incuriositi un po'? Allora, per saperne di più e capire come funziona, leggete qui e vi farete un'idea più chiara sul progetto e su come partecipare.
Personalmente, il 14 dicembre prossimo mi prodigherò a spargere un po' di true love in questa città sempre così di corsa.  Chissà che qualcuno di voi non trovi i miei messaggi!

Volete partecipare con me? Se sì, condividete sui vostri profili social il link dell'iniziativa di Chiara e tenetevi pronti per il 14 dicembre!

Stay tuned ed intanto entrate nel giusto mood con questa!

lunedì 10 dicembre 2012

Tanti auguri a ME!

Ebbene sì, ci siamo.
Oggi è il mio compleanno e no, non ho paura di dirvi quanti ne compio: sono 34. Trentaquattro anni di vita vissuta, detestata, rimpianta, goduta...

Sono 34 anni e sono tutti miei.
Li porto sulle spalle, nel ventre che ha accolto mio figlio, sul viso che perde freschezza acquistando una luce nuova, negli occhi che hanno tanto pianto e tanto riso.

Li porto con me insieme ad una vita di cose che ho fatto e ad altre cento vite che vorrei vivere. 
Li porto con me insieme a 34 anni di persone conosciute, baciate, abbracciate, allontanate, perdute, ritrovate...

Sono 34 anni che sono in questo mondo e mai come oggi sento di dover festeggiare. 
Niente celebrazioni in grande stile, ma un grande applauso a me. 
A me che ce l'ho fatta; 
a me che ho superato cose orribili e mi sono inventata la vita on demand;
a me che sono inciampata così tante volte che ho imparato a cadere. E a rialzarmi;
a me che sono riuscita finalmente a lasciare andare le persone che ho amato e che ho perso;
a me che ho fatto i conti con la vita che dà e che toglie;
a me che dovrò imparare ancora molto.

Ed un applauso a voi che ci siete oggi e a tutti quelli che ci siete stati ieri.
Vi porto tutti con me, insieme a questi due numeri che segnano una nuova vita, la MIA.


venerdì 7 dicembre 2012

Maschi VS Femmine

Sì, lo so.
Il titolo del post rimanda inevitabilmente ad una pellicola di qualche tempo fa, molto divertente tra l'altro, che poneva al centro della trama proprio queste ancestrali, ataviche, insradicabili differenze che intercorrono tra i due sessi.

Proprio ieri ho rischiato di perdere la mandibola a causa delle risate che mi ha fatto fare la ragazza di un mio amico. Vivono insieme da poco tempo e lei si è presa la briga di accendere il riscaldamento per una certa ora, lasciando a lui il compito di spegnerlo. 
Per ricordarglielo - poichè digiamolo, voi uomini soffrite di memoria breve pure a vent'anni- ha avuto la geniale idea di lasciargli un post-it con su scritto: "ciao, ho acceso i riscaldamenti alle 18. Ricordati di spegnerli per le 23. Se ritorno e li trovo accesi mi ti FACCIO A PASSO DI PECORA!" con tanto di pecorelle a fregio del bigliettino.

Cioè,  una genia. Perchè non c'è niente da fare, a voi uomini bisogna prendervi così: a mazzaroccate sugli stinchi e poche parole incisive per farvi capire le cose.

Un'altra ragazza però l'ha battuta. Ai tempi della sua convivenza con l'attuale marito non sopportava il fatto che lui non cambiasse mai il rotolo della cartaigienica una volta finito. Una sera glielo ha fatto trovare sotto al cuscino con su scritto: "ciao, sono il rotolo di cartaigienica. Quando mi vedi in questo stato, mi devi buttare nel cestino, altrimenti INFILAMI SU PER DOVE NON TI BATTE IL SOLE!".

Da-standing-ovation.

Perchè non c'è niente da fare: passeranno gli anni, i secoli, i millenni, ma noi donne saremo sempre viste dagli uomini come le malate dell'ordine e le potenziali maniache della casa, mentre gli uomini passeranno nella testa delle donne sempre per quelli poco attenti, che sporcano ad ogni piè sospinto, già quando sono nella culla (questo è verissimo, lo gggiuro!). 

Magari vi starete domandando che tipo di menage regni in casa mia...
Lasciate perdere, nun ve le fate 'ste domande. Perchè poi dovrei raccontarvi di pile di panni che prima venivano rimesse sporche nell'armadio e che ora invece intasano nel giro di due giorni la cesta della biancheria, di tavolette del WC mai abbassate, di letti fatti a puntino e sfatti in tre secondi, di continui laghi per terra, contornati da graziosi schizzi d'acqua sullo specchio, ogni volta che si lavano i denti...
Però dovrei dirvi anche delle mie continue urla, di me in pigiama, struccata, con capello sfatto ed occhio abbottato che, con scopa elettrica alla mano, giro per casa già venti minuti dopo essermi alzata dal letto, o dello scaricatore di porto che si impossessa di me ogni volta che vedo la stanza del pupo sottosopra o il pavimento pieno di pedate...

Lasciamo perdere, nun ce le facciamo 'ste domande, che tanto la risposta sarebbe sempre la stessa, quella che mi diede anni fa quella gran donna di mia nonna:
"i maschi sò omini già da piccoli e noi femmine semo donne già da bambine".



giovedì 6 dicembre 2012

Acqua&risalite

Sono giorni di acqua a secchiate, di freddo, di vento.
L'inverno è arrivato in un colpo solo, come in un duello western. 

Sono giorni che mi avrebbero messo l'umore ancora più sottoterra di quanto non lo sia di solito.
Invece sto risalendo la china. Forse avevo toccato il fondo, forse sto solo annaspando alla ricerca della mia quota d'aria per la sopravvivenza, forse sto solo provando a non annegare, ma sento i polmoni aprirsi, il sangue circolare più veloce, la testa riprendere la sua corsa...

Ho mille progetti in mente, alcuni in previsione del Natale, altri in previsione della vita che voglio vivere.

E allora prendo tutto il fiato possibile, lo trattengo e, come un cammello con l'acqua nella gobba, lo riservo per la salite che mi aspetteranno. Saranno ripide, già lo so. Ma non sanno quanto sia testarda io.


mercoledì 5 dicembre 2012

Cambiamenù: un mercoledi da leoni, anzi da vegani

Chi mi segue da un po' sa che non appartengo alla schiera dei vegetariani (non ancora, almeno) o dei vegani, ma sa anche che l'ambiente mi sta molto a cuore.

E' da quasi un anno oramai che proseguo nel mio forsennato cambiamento d'approccio alla vita. All'inizio è stato scegliere prodotti freschi ed unicamente di stagione, poi sceglierli BIO o comunque non infestati da pesticidi & Co., in seguito eliminare quasi del tutto detergenti inquinanti e dannosi,  arrivando ad autoprodurmeli in casa, ed ancora curare la pelle con prodotti pensati con la testa e con il cuore.
La strada è lunghissima e sono solo agli inizi, ma quando leggo di qualche iniziativa che può davvero fare la differenza, sono la prima a prenderne parte.

La cosa che mi stupisce è che si è soliti immaginare questi cambiamenti come qualcosa di estremamente difficile da mettere in atto, invece il più delle volte basta il pensiero, la semplice idea di andare in quella direzione, la voglia di provarci davvero, e tutto cambia.

E' quello che ho pensato quando ho visto questo video qui.
E' vero, si può ottenere tantissimo facendo pochissimo. 

Il progetto quindi è questo: riservare un giorno a settimana, il mercoledì nello specifico, all'alimentazione vegana. 
Io so che vi starete domandando: sè vabbè, mò che cucino? 
Perchè, non c'è niente da fare, l'alimentazione vegana "spaventa". Un po' perchè considerata troppo rigida, un po' perchè presuppone prodotti specifici, sostituitivi di quelli di origine animale. 
Vi consiglio allora due cose: la prima è di visitare il sito www.cambiamenu.it dove potrete scoprire tantissime ricette, tutte semplici e a portata di mano -delle NOSTRE mani- per poter cambiare il mondo; la seconda è quella di pensare voi stessi a delle ricette alternative e facili, che già conoscete. 
Voglio dire, io questa sera preparerò una semplicissima e collaudatissima pasta e patate con contorno di broccoletti ripassati con aglio e olio e mele cotte con uvetta, cannella e miele bio come dolce. 
Non mi sembra nulla di irreperibile in frigorifero o di difficile esecuzione. 

E' quello che vi dicevo prima: basta iniziare. Con semplicità, con umiltà, ma anche con la convinzione di fare qualcosa di buono per noi e per chi prenderà il nostro posto.

Che dite allora, stasera pasta e patate per tutti?




martedì 4 dicembre 2012

Un boom!

Cioè, ieri ho registrato un boom di commenti e visualizzazioni per il mio primo calendario dell'Avvento homemade.
Ma che stamo a scherzà??? Non è che adesso vi sarete messi in testa che vi delizierò con una serie di post a tema con soggetto pennelli, colla a caldo, nastri e forbici, veroooo???

Perchè va bene che sto cercando, anche per dare respiro al mio salvadanaio, di dare libero sfogo alla creatività e rimboccarmi le maniche, ma non immaginatemi più "artista" di quella che sono. Anzi, sono una frana. Però ammetto che confezionarsi le cose da soli dia tutta un'altra soddisfazione.

Scherzi a parte, GRAZIEEE! Ieri mi avete davvero emozionato. E' stato bellissimo leggere i vostri commenti e sentire così tanta partecipazione. Vi farà piacere allora sapere che quello del calendario dell'Avvento non è stato l'unico progetto che ha visto impegnati me & nano negli ultimi tempi. Rimanete sintonizzati su questi schermi che prestissimo vi farò vedere un'altra cosa molto carina che ho messo in cantiere.

Dimenticavo di dirvi che ho messo in cantiere anche la macchina da cucire: giace chiusa da mesi. Conto sempre che il nuovo anno mi porti in dono anche la voglia di cimentarmici con successo.
Ho messo in cantiere anche l'uncinetto: n'impedita. Sono giorni che impugno st'agone e nulla, più della catenella non vado... Mia madre, che è una maga dell'uncino, mi guarda sconsolata ed ogni volta prova a incitarmi; ci ha provato fino a ieri quando, ad un certo punto, ha proposto buttandola là: "ma perchè non provi con i ferri?"...

Mi sa che al momento rimarrò sintonizzata su forbici e colla a caldo, va'...


lunedì 3 dicembre 2012

La sorpresa

Finalmente è arrivato dicembre.
Dico finalmente perchè, nonostante anni fa abbia coinciso con uno dei periodi più brutti della mia vita, è un mese che ho sempre amato. Sono nata in questo periodo, c'è Natale, la strade si riempiono di luci ed addobbi, i bambini lasciano gli occhi sulle vetrine allestite ad hoc per far addannare i genitori e poi, nonostante il più della volte la si detesti, si sta in famiglia e si riscoprono le cose semplici, il puro piacere (o dispiacere) di stare insieme. Tutto questo a dicembre.

I colori poi... Adoro le sfumature di questo mese. Perchè è come se il mondo intorno desse l'addio all'anno che sta per concludersi, come se lo sapesse e decidesse di congedarsi in grande stile, sfoderando tramonti di un color prugna da lasciarti senza fiato, oppure svegliandoti la mattina con un sole luminoso e non violento. Un sole buono. 

Vi avevo detto che avevo voglia di corda e di filo ed anche che volevo un Natale homemade, no? Quindi non potevo non iniziare i miei progetti con un calendario per l'avvento per il nano.
Tranquille, nulla di difficile e complicato che vabbè che mi sto sforzando di ritrovare la creatività, ma da qui a manifestare un art attack come se deve, ce ne passa.

Il nano ha la tradizione del suo calendario dell'avvento di cioccolata da quando ha un anno. Ovviamente, all'epoca i cioccolatini ce li mangiavamo noi, dal secondo anno in poi ce li siamo litigati. Quindi, non potevo non realizzare qualcosa di goloso.

Su Internet ho scovato un calendario dell'avvento scaricabile in PDF gratuitamente

 

Ho semplicemente tagliato lungo i margini e mi sono procurata dei cioccolatini, i più buoni...


Ho poi arrotolato su se stessa la striscia di carta dove avevo precedentemente inserito il cioccolatino. Ho fissato tutto con uno spago ed ho steso un filo dove, con delle mollettine numerate acquistate per pochi euro, ho appeso il goloso pacchettino





Il risultato è quello che vedete. Scusate la scarsa qualità delle immagini, ma il tutto è stato realizzato di notte, mentre il nano dormiva beatamente.
La mattina dopo la sorpresa è stata grande, anche perchè...

 

Su ogni giorno Babbo Natale ha lasciato un messaggio, proprio scritto con la "sua mano"! :0)

Allora, che ve ne pare? Piaciuta l'idea? Come primo tentativo di home crafting che dite, po' annà???
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