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venerdì 30 novembre 2012

Make up daily routine

Oh, ecco: ci siamo.
Finalmente vi svelerò tutti i miei trucchi di bellezza (o meglio bruttezza), finalmente condividerò con voi i miei segreti per una pelle da star.

Fosse vero. Sappiate che combatto con il mio rivestimento cutaneo da quando ho 13 anni e dopo più di 20 anni di lotta, fatico ad ammetterlo, ma credo abbiano vinto loro: le impurità.

Mi salvano solo cicliche sedute di pulizia dalla mia estetista di fiducia, da me soprannominata SantaGaia che, con pazienza scrupolosa e mano leggiadra, riesce a stanare punti neri e a donarmi un incarnato perfetto.

Che poi io ancora non capisco da dove vengano fuori tutte 'ste schifezze sulla mia pelle. Mangio bene, tutto sommato (vabbè sì, ci sono quei kili di cioccolata al mese, ma conta davvero?), mi muovo, NON mi trucco...
Sì, avete capito bene: IO-NON-MI-TRUCCO.
Non uso  fondotinta, cipria, fard, correttori, primer, copriocchiaie, rossetto, mascara... Cioè, se fosse per me Cliomakeup farebbe la fame e l'elemosina all'angolo della Fifth Avenue, altro che libri e programmi TV...

Però curo la pelle in modo MANIACALE. Una-due volte l'anno mi sottopongo ad un'accurata visita dalla dermatologa (fatelo: può salvarvi la vita) e poi dedico particolare attenzione alla routine della sera: latte detergente e crema idratante non me li toglie nessuno.

Prima usavo prodotti di farmacia o di profumeria, ma da quando ho cominciato a "guardare l'etichetta", ho scelto prodotti diversi, senza parabeni e siliconi, naturali, possibilmente certificati BIO.
Quest'estate ero in vacanza all'Elba e, tra una nuotata ed una passaggiata nei bellissimi paesini dell'isola, ho scoperto le Terme di San Giovanni, un bacino termale tra Carpani e Portoferraio, oggi parco naturale. E' qui che si estrae un fango, il limo, dalle proprietà miracolose. E' da qui che si dà vita a prodotti meravigliosi, in armonia con la natura. E' qui che attingo per curare l'epidermide.

Sicuramente vi starete domandando: sì, ma chi all'Elba non ci va, come fa? Semplicissimo, cliccando qui dove, oltre alla storia delle terme, potrete acquistare tramite shop on line. I prodotti sono buonissimi e sani. Provateli e mi direte.

E comunque, per chi se lo stesse chiedendo, non è che non mi trucchi perchè tantosobellalostesso, è che, oltre ad una famosa incapacità di gestire pennelli e polveri, so che il risultato sarebbe sempre disastroso. 
Cioè, per apparire bella e luminosa dovrei andare a Lourdes, altro che truccofaidame.
D'altronde, nun se po' avè tutto dalla vita, no?

giovedì 29 novembre 2012

At(Taranto)lata

Una volta erano Atene e Sparta.
Atene la democratica,  Sparta l'oligarchica:
Atene snodo di commerci, Sparta roccaforte del Peloponneso;
Atene culla di arte e filosofia, Sparta madre dei guerrieri più valorosi di Grecia;
Atene aperta al mondo, grazie a quel mare che vedeva come un ponte verso nuovi lidi e Sparta che in quel mare vedeva invece le sue mura, la sua difesa.
Per questo, quando ci fu la seconda colonizzazione ed i Greci si diressero verso il Mediterraneo fondando città meravigliose, Sparta non vi partecipò. Sparta non era interessata a conquistarsi nuovi spazi "altrove", essa mirava alla conquista ed al mantenimento  dei territori del Peloponneso.
Eccetto una città, l'unica colonia spartana in Magna Grecia, Taranto.

Oggi a Taranto c'è la tragedia dell'ILVA, 
oggi a Taranto si muore, o di cancro o di fame, 
oggi a Taranto ci sono pezzi di vita da risistemare, sballottati come solo una tromba d'aria può fare.

Oggi il mio cuore è in Puglia e in questa città che io conosco e so essere abitata da gente forte. Quella forza e quel coraggio che hanno ereditato dai loro antenati spartani, i più temerari della Grecia.
Io oggi sono spartana, io oggi sono una cittadina di Taranto.

mercoledì 28 novembre 2012

Sulle montagne russe

Se c'è una cosa che ho sempre odiato e continuo ad odiare sono i Luna Park.
Non mi entusiasmano, non mi divertono, anzi mi fanno salire tristezza e malinconia.
Sarà che guardo sempre con sospetto tutti quei luoghi dove ci si aspettano divertimento ad oltranza, risate, ricchi premi e cotillon.
Sarà anche che in queste "centrali del divertimento forzato" ci sono sempre loro a fare bella mostra delle sinuose curve, manco fossero Beyoncè: le montagne russe. 

Non solo le ho odiate fin da piccola, ma mi incutono timore. Deppiù, panico puro.
Cioè, se volete farmi del male proponetemi un giro sull'ottovolante e vedrete recapitarvi a casa il mio rene bello e impacchettato. Mejolamorte.

Ma si sa che gli Dei sono benevoli, si sa che guardano ad ogni nostro successo con gioia e spirito di condivisione, si sa che vedono ogni nostro sogno, aspirazione, come un segno inequivocabile della nostra intelligenza, si sa che ogni volta che hai paura di qualcosa loro, proprio perchè te vonno bene, te la piazzano lì affinchè tu la possa superare quella paura... 
Insomma, 'sti santi Dei mi hanno talmente a cuore da avermi dotato in questi giorni di un umore ballerino che farebbe impallidire Fred Astaire. Indi mi trovo a salire e scendere come se stessi, appunto, sulle simpatiche giostre. Oscillo tra stati di onnipotenza egoriferita e di depressione e che cosa campo a fà?

Non scherzo. Anni fa, quando una persona a me molto cara mi disse: "perchè la gente ancora scambia la depressione con la pigrizia, con la voglia di non alzare il fondoschiena, invece è un mostro paraculo", io gli credetti sulla parola. 
Ora mi incornicerei la frase.
Avere un umore come quello che mi delizia in questi giorni è un supplizio, qualcosa che non posso controllare, neanche sforzandomi. Anzi, più mi sforzo più mi deprimo nel constatare il mio insuccesso.

Che dirvi? Passerà. In caso contrario mi farò prescrivere un dose... Nooo, mica di farmaci! Una dose di lettino e ombrellone a Honolulu, fino a completa guarigione, obviously!

martedì 27 novembre 2012

Don't you know it's Christmas out there?

Cioè, ci vogliamo rendere conto che tra meno di una settimana scatterà il conto alla rovescia del Natale?
Cioè, avete capito che dopo Natale c'è Capodanno e con lui un nuovo numero da aggiungere all'età di questo mondo? E pure a noi?
Cioè, spiegatemi: ma solo io ogni anno sogno che passi l'inverno, giunga l'estate e, quando questa arriva, non faccio in tempo a gustarmi soddisfatta l'abbronzatura che mi ritrovo col cappotto e a brindare con spumante e panettone?

Io amo il Natale, per carità, però ecco ogni anno lo attendo ed ogni anno finisce per arrivare sempre in anticipo. Questa volta anche sulle temperature, visto che la scorsa domenica ero in maglietta di cotone a godermi il sole al mare (ahò, vivere a Roma aka Burundi avrà pure i suoi lati positivi)...

Però, ho deciso. 
Stavolta sarà diverso. Stavolta sarà un Natale homemade & handmade. Stavolta mi stupirò. 
Però, se avete dei consigli su addobbi, regali e soprattutto diete non troppo feroci in attesa del cotechino, fateme un fischio. 

Nell'attesa, deliziatevi con questa.


lunedì 26 novembre 2012

Ho incontrato un RE

Venerdì mattina mi sono alzata dal letto con una voglia di farecosevederegggente ai minimi registrati.
Complici una serie di contrattempi non previsti, ho saltato anche la mia amata lezione di pilates che le mie sventurate compagne di corso hanno definito così: CRUDELE.

Mentre mi alzavo dal letto, in quello strambo venerdì mattina, credevo di essere vittima di un malocchio  ed ho inveito contro quello di Striscia pensando che, se fosse stata ancora viva sui nostri schermi la Wanna, l'avrei chiamata e le avrei chiesto i numeri al lotto e soprattutto un rito propiziatorio del mago Do Nascimento. Vabbè, sto esagerando, dài...

Comunque, ero talmente stanca, sfatta, distrutta, incapace di versarmi persino un caffelatte che mi preparavo ad un WE agonizzante ed asfittico, invece mancopegnente

Ho inanellato una serie di incontri con amici figherrimi (credo che aprirò una nuova etichetta con questo titolo, che ne dite?) e fatto cose bellissime tra cui è spiccata, domenica pomeriggio, la visione di questo spettacolo qui

Lo so, Barbareschi non piace a molti e tanti tendono a diffidare della messa in scena teatrale di un testo reso famoso dal cinema, però io vi dico: andatelo a vedere.

Andateci perchè, cosa che magari non si sa, il testo nasce in realtà come opera teatrale ed in effetti è proprio lì, sul palco, che trova la sua vera ragione d'essere.
Vedetelo perchè difficilmente capita di trovare due attori bravissimi ed in stato di grazia. Barbareschi poi interpreta un ruolo inedito, il logopedista appunto, ed è  sopra le righe, ironico, pungente, saggio ed anche meno "protagonista" di quanto lo si possa immaginare. Filippo Dini, che interpreta il Re, è divinamente bravo nel vestire i panni di un uomo fragile ed impaurito, che saprà trasformarsi in un leone nel guidare la sua nazione in uno dei momenti più difficili della storia recente.
A chi si aspetta un testo "pesante" dico che lo spettacolo scorre come acqua di un ruscello e si esce da teatro con il cuore felice e la sensazione di aver imparato qualcosa di più. Su ognuno di noi. Ed in fondo, se ci si pensa bene, per cosa nasce il teatro?

Eppoi, dove lo mettiamo il fatto che, una volta fuori dal Quirino, ci si trovi in pieno centro, a due passi da Trevi, e lì si possa far finta chessò di essere una coppia di turisti innamorati e perdersi nei vicoli stretti della propria città?

Lo spettacolo sarà in scena fino al 2 dicembre a Roma e poi in tournè. Non perdetelo. Davvero. 




venerdì 23 novembre 2012

Senza parole

Le ho sempre amate, le parole.
Parlano molto meglio di me ed esprimono concetti che a volte non ho neanche io troppo chiari nella testa.

Però amo anche l'incapacità di saper dire, di descrivere.

Per questo oggi ho scelto la strada del silenzio.
Senza che ci sia un motivo preciso, ma solo per lasciar spazio a qualcosa di  altrettanto grande e potente.
Oggi mi ascolto.
Oggi vi lascio con questa. A me fa piangere come una ragazzina.









N.B. Oggi è l'ultima foglia sulla neve. Ringrazio Marco per questa bella iniziativa di cui mi ha reso partecipe. Non sempre, pubblicando giornalmente, sono riuscita a pescare le foglie, ma quando qualcosa di bello è accaduto nella mia vita, le ho sapute rinconoscere.

giovedì 22 novembre 2012

Mi ritorni in mente

Mi ritorni in mente,
ancora giovane nei tratti e così già piena di esperienza;

Mi ritorni in mente,
forte delle tue strambe scelte e fragile come tutte le ventenni;

Mi ritorni in mente, 
spudorata, eppure capace di imbarazzarti per uno sguardo di troppo;

Mi ritorni in mente, 
misurata e composta per poi scoppiare nelle tue smoderatezze, nei tuoi eccessi;

Mi ritorni in mente, 
innamorata e convinta che tutto possa durare, ma già consapevole che il "per sempre" non avrebbe poi fatto parte della tua vita;

Mi ritorni in mente ed in quell'abbozzo di donna che saresti stata colgo la pienezza della donna che sono oggi. 

mercoledì 21 novembre 2012

Stanchezza & propositi

Io non so perchè in questi giorni sembra che io sia attiva grazie ad una manovella caricata a vuoto, ignoro perchè mi senta costantemente a corto di batterie e soprattutto, mi è sconosciuto sapere come uscire da questo empasse.

Sto provando tutto: alimentazione sana (a proposito, qui si continua a zollare che è una meraviglia; le verdure sono sempre freschissime e croccanti; la pochissima carne che mangiamo è buonissima e saporita; la frutta succosa e mai stucchevole), tisane a manetta, ritorno alle letture ed alle sacre scritture, mi discetto pure in corsi di cake design e riempio la settimana di eventi ed incontri fighi, ma niente: paro un'apatica seriale.

Sembro una fattona, anzi una Sfattona. Sempre stanca e con le mani ghiacciate. Che stia esalando gli ultimi respiri?

No perchè, se così fosse, io almeno un paio di cosette da fare prima di lasciare questo mondo ce l'avrei, come:

- visitare almeno altri venti Paesi, possibilmente restandoci un paio di mesi, anzi deppiù trasferirmici proprio;
- leggere almeno i 20000 libri che vorrei leggere ed ascoltare le 140000 canzoni che ancora non conosco;
- conoscere un sacco di persone intelligenti e fighissime;
- diventare famosa (in realtà no, ma ci stava bene)
- ridiventare magrissima come prima del parto (questo sì, rimane ancora nella mia top 10 dei sogni proibiti);
- andare ad abitare lontano dai miei, fosse anche la strada parallela;
- mandare a quel paese un centinaio di persone che, volente o nolente, non ho potuto fare per svariati motivi;
- incontrare Robert Downey Junior e curargli le ferite provocategli dalle scazzottate sul set di Sherlok Holmes;
- uscire senza ombrello e lasciarmi bagnare completamente dalla pioggia;
- mangiare a dismisura senza dover "recuperare" il giorno dopo (lo so, questa cozza con il sogno di ridiventare magrissima, ma devo morì, quindi...);
- riaffrontare il parto, le operazioni chirurgiche, tutti gli esami universitari e non, con una calma serafica, un amplomb che levàte, perchè saprei già come va a finire;

Già...
Ahò, quasi quasi rosico che non sto davvero a morì...




martedì 20 novembre 2012

Se solo sapessi

Se solo sapessi quanto io ami quel tuo modo di osservarmi discreto, eppure così insistente;
quanto le tue morbidezze abbraccino perfettamente le mie asperità;
i tuoi silenzi riempiano più delle mie continue parole;
le tue assenze si trasformino in continue presenze;
i tuoi NO valgano più di mille sì...

Allora capiresti che la nostra vera fortuna non è stata tanto trovarsi, quanto ritrovarci ogni giorno.

In questa esistenza così piena di passi incerti ed enormi pesi, di dirupi improvvisi dopo curve a gomito, di sirene assordanti, di binari che separano senza portare ad alcuna meta

ad ogni mio passo, in ogni mio pensiero, io ritrovo TE.

lunedì 19 novembre 2012

Porn to be alive

Comincio ad accusare i segni dell'arrivo dell'inverno:

mangio come un camionista passando con nonchalance da tocchi di cioccolata a pasta e fagioli;
sento freddo come se stessi al Polo Nord e mi addormento al calore della fiamma di un cerino;
la mattina rifaccio il letto e lo guardo triste e sconsolata pensando a quando potrò rituffarmici dentro;
non ho voglia di fare tutte le cose che di solito adoro fare, come passeggiare, vedere il mare, esplorare nuovi luoghi, ergo me sto anvecchià;
non mi trucco, non metto particolare cura nel vestirmi, vado dal parrucchiere una volta ogni due mesi e se non ci fossero i santi rasoi credo che girerei con le trecce alle gambe.

In compenso, ho ripreso a leggere a manetta, mi preparo infusi e tisane che la mia erborista mi dovrebbe erigere una statua, accetto millemila inviti a spettacoli teatrali e mi sono infognata nel canale youtube. 
Ok, sò 'na poraccia, ma questa serie qui dovete assolutamente vederla, per vari motivi:

il primo, se siete femmine da 15 ai "fate voi" anni, è che ci recita (tra gli altri) Dario Aita un attore bello, ma soprattutto bravo, che impazza attualmente sugli schermi TV nel ruolo di Bernardo Strano nella fission "Questo nostro amore" su Raiuno;

il secondo, semmai Dario Aita non facesse per voi, è che è davvero raro sentir parlare di porno in maniera così intelligente ed ironica senza scivolare nella trivialità e nelle battutacce di quarta categoria;

il terzo è come vengono trattate le donne. Di solito, quando si tratta di porno, il ruolo della donna è già un clichè che qui, invece, viene totalmente ribaltato con originalità ed ironia;

il quarto è che la serie, arrivata al terzo episodio, ha bisogno di fondi e sponsor per andare avanti, quindi condividete a go go;

il quinto è che il cast, dagli attori, agli sceneggiatori et similia, sono tutti ciovani sulla trentina. E se non ci aiutiamo tra di noi...

Eppoi vi farete un sacco di risate, che de 'sti tempi è cosa assai rara. Perchè, se non l'aveste capito, Kubrick non è una serie porno, ma sul porno. E c'è una bella differenza.

Quindi, cliccate il link che vi ho suggerito e STAY PORN!


venerdì 16 novembre 2012

Cose strane che capitano nella mia città

  1. Sentire l'arrotino che dall'altoparlante del suo camioncino parla come Francesco Totti, avvicinarti e scoprire che è un Rom
  2. Guardare con sospetto un tizio che gira con il carrellino per la spesa, tutto sudicio, sporco e malandato e pensare che è un barbone, invece è un disoccupato/pensionato
  3. Correre dietro all'autobus, spaccarsi il fiato per raggiungerlo prima che chiudano le porte e, nel momento in cui sei arrivata lì davanti, vedersele chiudere in faccia dall'autista che riparte...( 'cci sua!)
  4. Fare puntualmente la fila alle poste per poi scoprire che il servizio che ti serve è momentaneamente sospeso
  5. Andare in giro vestita alla meno peggio, pensando gagliarda tantochica@@ovuoicheincontro, e ritrovarti di fronte l'attore figo del momento, ancora più bello di come ti appare sullo schermo, che ti fissa come a dire: "E questa da 'ndo esce?"
  6. Prendere la macchina alle 10 di mattina convinta che non ci sarà nessuno e finire imbottigliata nel traffico a 20 metri da casa mettendoci un'ora per coprire il tragitto che a piedi avresti fatto in 20 minuti
  7. Arrivare felice e baldanzosa in uno dei grandi parchi della città, perchè vuoi ristabilire un minimo contatto con la natura, vuoi sentirti wild anche in una grande metropoli, e ti ritrovi mega tendoni issati sul prato, musica appalla e un'orda di filippini/peruviani/boliviani che festeggiano ancora si sa bene cosa
  8. Uscire la sera per andarti a mangiare una pizza e ritrovarti a salutare millemila persone che hai conosciuto nella tua vita attuale e precedente, manco fossi il Sindaco
  9. Dire le peggio cose di una tipa o tizio che ti ha fatto soffrire come un cane (più  varie ed eventuali) confidandoti con qualcuno che pensi ti possa capire, stare dalla tua parte, e sentirsi dire: "Sai, è il più grande amico di mio sorella"... Perchè in questa città "ricorda che il mondo è  piccolo" è il primo comandamento
  10. Ascoltare incredula la vecchia che pulisce le verdure al mercato mentre ti cita versi di Pasolini a memoria e perdere la mascella nel vedere la signora dei Parioli che sfancula con il gesto dell'ombrello il motociclista che l'ha schizzata passando a tutta velocità sulla pozzanghera.
Credo che di cose strane in questa città ne capitino molte.
Se ne avete altre da aggiungere, siete i benvenuti e potete lasciarle nei commenti.

Perchè Roma è piena di contrasti, Roma ti fa addannare, Roma è a metà tra il Terzo Mondo e NYC, Roma è come una donna bella che se la tira: mille volte vorresti mollarla e mille volte rimani inchiodato a lei.

giovedì 15 novembre 2012

Mi è presa a male

L'altro giorno stavo accompagnando mio figlio dal barbiero.
Nell'attesa (sì, perchè il mio barbiero è una catena di montaggio del rasoio), mi sono seduta in una piazzetta antigua per far gustare un gelato al nano.

Mentre eravamo lì, mi sono guardata attorno e tutte le panchine erano occupate da badanti che accompagnavano anziane signore.

Una di queste mi ha preso il cuore.
Non ce la faceva a camminare e si appoggiava con tutto il corpo sulla badante che, incurante del suo sguardo triste e delle sue mani che la cercavano per chiedere un sostegno, volgeva il volto da un'altra parte e continuava a parlare con un'altra sua connazionale, in una lingua incomprensibile alla signora.

Mi è presa a male.
Sì, perchè ho pensato a quanto la vecchiaia possa essere brutta, specie se ti ritrovi sola e non più autosufficiente.
Ho immaginato la vita di questa signora che non conosco; suo marito, i suoi figli, la sua casa e la tristezza mi ha pervaso l'anima.

Mi sono venute alla mente le parole della mia bis nonna Adalgisa che era solita ripetere: "Una madre è buona per mille figli, ma mille figli non sono buoni per una madre".
Temo sia vero.
Lo dico come figlia, ma soprattutto come madre.

Come figlia, non avendo fratelli e sorelle, so bene che quando i miei saranno anziani toccherà a me prendermi cura di loro. Probabilmente sarà faticoso, sfiancante, anche triste, ma lo trovo giusto. E penso che io sia particolarmente fortunata a viverci a pochi metri di distanza, perchè potrò averli sempre sotto il mio sguardo, potrò correre ogni volta che ne avranno bisogno.
E' una cosa che ho visto fare sempre nella mia famiglia. Mio padre ha accudito personalmente mio nonno nei lunghi mesi della sua malattia e ha potuto stringere tra le braccia mia nonna, sua madre, mentre volava nel posto bellissimo dove è adesso.
Anche mia madre, pur non vivendo direttamente con i miei nonni, li accompagna dal medico, a fare le analisi...

Io credo sia una cosa bellissima il poter restituire un giorno ciò che le persone ci hanno donato.
Non potrò mai restituire ai miei genitori l'amore immenso, incondizionato, puro che loro hanno donato a me.
Non potrò aspettarli ore e ore davanti all'aula di danza, portarli a tutte le feste dei compagni di classe, invitare tutti gli amici e fidanzatini a casa, asciugargli le lacrime ogni volta che qualcuno li ha feriti, ascoltare i loro sfoghi disperati ed ingenui fino alle due di notte, attraversarmi mezza città solo per andare a quel teatro, farmi kilometri di autostrada per portarli a vedere le cascate in Valle D'Aosta.
Potrò però stare loro accanto, abbracciarli, tendergli le mie mani, ringraziarli, ricordargli che niente di tutto quello che mi hanno insegnato è andato perduto, curarli, accudirli.

Eppure, come madre non mi aspetto questo da mio figlio.
Non pretendo che lui mi stia accanto mentre sto male, mentre soffro, mentre magari fatico a riconoscerlo.
Prentendo che lui faccia di tutto per raggiungere la felicità, per avvicinarsi il più possibile a quell'idea che vuole avere di se stesso;
pretendo che viva, che assapori ogni attimo dell'esistenza che ho avuto il privilegio di donargli, che non la sprechi;
pretendo che non si senta in colpa se starà lontano fisicamente da me perchè davvero lontani non lo saremo mai, neanche quando chiuderò gli occhi.
Pretendo che, quando lo guarderò da quell'altra parte di mondo dove tutti prima o poi finiremo, lui volga un pensiero a me e mi dica solo e semplicemente:
 "Mi manchi, sempre. Eppure ce la faccio anche senza di te, solo grazie a te".


mercoledì 14 novembre 2012

De Amicitia

A vedermi posso sembrare un tipo socievole, ma in realtà nascondo un lato solitario che mancotesogni.

Frequento molte persone, comunico ed interagisco con la qualunque, ma sono molto selettiva.

Parlo di tutto, non ho tabù, ma la mia sfera intima rimane intoccabile.

Sono bravissima a tenere un segreto ma, per quanto mi riguarda, preferisco di gran lunga condividere.

Accetto enne alla potenza inviti, ne faccio la radice quadrata di enne.



Bipolare? No, stronza.

Scherzo è... Oddio, è che sono un po' difficile, ecco e non ne vado certo fiera...

martedì 13 novembre 2012

J'aa faccio

Sono stati giorni pieni, difficili, faticosi, per usare un francesismo: demmerde.

Più volte ho pensato, con DM e nano ammalati in casa, che non avrei retto, che sarei capitolata anche io. Invece NO.
Ho resistito e mi sono presa il mio pezzo di vita.

L'ho addentato come un lupo affamato e non l'ho lasciato andare.
Perchè è sempre così: ogni volta che sto per cedere, tengo miracolosamente botta.
Ogni volta che sto per abbandonare, testardamente rimango.
Ogni volta che vorrei mandare tutti a quel paese, sfodero una diplomazia che manco Barracco Bama.

Do il meglio sotto pressione e divento selvaggia come una fiera se qualcuno prova a togliermi ciò che sento mio. 
Fosse anche un bagno caldo, un the assaporato in tutta calma, una nuova sfida da vincere con ago e filo, una telefonata con una cara amica, un disegno in tandem con il nano...
Fosse anche un bel pomeriggio al cinema, soli io e LUI, a vedere questo film, che mi ha preso le viscere tenendole strette per un po'.
Sarà che adoro gli amori "impossibili che finiscono per essere i migliori", sarà che amo quella parte dell'Europa dell'Est, sarà che sono madre, sarà che nutro un'insana passione per chi prova a cristallizzare la realtà finendo per catturarne solo il suo blando riflesso, ma io questa pellicola (e prima ancora il libro) l'ho trovata meravigliosa.

La prossima settimana dovrebbe esserci in gioco una mostra.
Visti gli ultimi disastrosi esiti chiedo agli Dei: allora, che volemo fà? Ve la smettete co' sta storia della mia ubris??? Eccheca@@...


Foglia del giorno: è partita all'improvviso in radio e si è incastrata alla perfezione nei miei ricordi.

lunedì 12 novembre 2012

Mi innamorerò di te

Mi innamorerò di te, 
quando mi guarderai con i tuoi occhi dolci e adulti;
quando non avrai il coraggio di dirmi che ci sarà un'altra donna nella tua vita;
quando ti nasconderai dietro a lunghi silenzi per non affrontare il mio sguardo;
quando scoprirai la vita e capirai che nessuno, neanche a me, l'ha mai insegnata davvero, perchè non si può;
quando litigheremo come pazzi e finiremo per abbracciarci;
quando saprò, senza che tu parli e senza averti accanto, quali strade tu stia percorrendo;
quando tornerai da me, perchè io ci sarò sempre, e non mi chiamerai per nome, ma solo con due sillabe, le prime della tua vita.

In tutte queste volte, io mi innamorerò di te.
Perchè anche se non sarai mai mio, ci apparterremo.
E credimi, non c'è amore più grande di quello che ho avuto la fortuna di provare per te.
Non c'è amore più grande di quello che si può provare per chi ti chiama MAMMA.


venerdì 9 novembre 2012

Voglie

Novembre è solo agli inizi, ma sento già l'odore del Natale.
Lo percepisco nei negozi dove fanno capolino i primi torroni e panettoni;
lo vedo negli occhi di mio figlio che mi delizia intonando le canzoncine per la recita e a chiedere millemila giochi a Babbo Natale; 
lo assaporo nei profumi di caldarroste che cominciano a spuntare per le strade di questa città sempre così di corsa.

Ho sempre amato questa festa così unica, capace di farmi innamorare ogni anno, di farmi sentire più buona.

Quest'anno abbiamo la nostra casa nuova di pacca e tanti progetti.
Ho voglia di filo, corda, carta, colla, mani pasticciate, profumo di pasta frolla, cannella ed arancia candita.
Ho voglia del calore dei termosifoni, di vetri che si appannano, di pop corn caldi davanti alla TV.
Ho voglia di grida e risate in casa, di chiacchere tra amiche al sapore di caffè caldo e zucchero di canna.
Ho voglia di abbracci, di darli e di riceverli.

Ho voglia di casa, di noi.

giovedì 8 novembre 2012

E' tuttapposto

No, ma stiamo bene è!

E' solo che DM (aka Dolce Metà) si è preso una di quelle influenze che levàte.
Un mix tra virus ebola ed un non meglio identificato batterio che ha messo su un quartiere con palazzine e villette nella sua gola.
Solo oggi comincia a sfebbrare. E' per "sfebbrare" non intendo non avere febbre, intendo passare dal 39.8/40 ai 37.8/38.7. Un giubilo...

Per due giorni è stato come avere accanto una salma, anzi peggio. Peggio perchè, poraccio, si lamentava... Gli ho fatto di tutto: somministrato antibiotici, tachipirine, camomille, minestrine, gelati (pop corn e zucchero filato, no), applicato impacchi di alcol etilico che sembrava volessi dargli fuoco e niente, non sfebbrava. Ieri è cominciata la lenta discesa dei gradi: finora ho contato 6 magliette inzuppate di malarico sudore che sto ancora meditando se passarle in lavatrice o direttamente nell'inceneritore.
D'altronde si dice "nella buona e nella cattiva sorte", no?

Come se non bastasse da ieri anche il nano ha imboccato una via che non mi piace: effettua continui scarichi maleodoranti e lo vedo pallidino. In compenso, non ha febbre, continua a fare la qualunque e a mangiare come un camionista (bellodemamma).

Io? Io sembro finita sotto un tram.
Solo ieri sono riuscita a farmi una doccia e a ritrovare delle sembianze simil umane.
Ho miliardi di cose da scrivere, sistemare, ore di lavoro che mi aspettano e zero voglia di farle. 
Me ne farò una ragione.

Tanto tra pochi mesi, insieme a Babbo Natale e alle renne, verranno pure i Maya e se non arrivano stavolta a spaccar tutto ci penso io!

mercoledì 7 novembre 2012

Sono metereopatica, o forse no

Io lo sapevo.
Lo sapevo che nunjapotevofà.

Ci ho sperato, mi sono fatta in quattro per creare progetti e cose da fare: ore in più di lavoro, un blog da curare, crafting col nano, cucina consapevole, acquisti intelligenti e roba simile. Ma non posso.

Non riesco ad accettare che alle 17 sia già buio; i miei occhi si ribellano all'oscurità, la mia mente rifiuta quest'ora in più che, per me, si trasforma in un'ora in  meno. Sessanta minuti di vita e di luce persi.  

Ma questo è nulla.
Dovreste vedere come vado in giro.
Già di mio, la mattina faccio fatica a scegliere i miei improbabili outfit, se poi ci mettete che dormo male e mi sveglio con una voglia di vestirmi ai minimi registrati, avrete il quadro di una sorta de gattara de Noantri. Cioè me.

E poi l'umore, 'sto cacchio de umore. Non è che balli, no. Sta sempre fermo. Sull'incazzato, apatico andante. L'unica cosa certa ed immutabile di tutta questa storia.

Chi mi conosce e mi ama, afferma con certezza che io sia una meteropatica patologica.
Chi non mi conosce, e finisce col non sopportare questi miei patetici sbalzi d'umore, afferma con certezza che io sia una sociopatica seriale con atteggiamenti bipolari in coincidenza delle stagioni.

Ai posteri l'ardua sentenza.

PS. Ovviamente, se avete rimedi, dalla fitoterapia alla cannabis, CONDIVIDETELI!!!

martedì 6 novembre 2012

Zollando

Ho aspettato un po' a scrivere un nuovo post di questa rubrica.
Non è che mi fossi dimenticata di vivereverde, semplicemente stavo aspettando di potervi parlare di una cosa che mi sta particolarmente a cuore.

Quando ho deciso che avrei cambiato approccio, ho capito che non potevo tralasciare la cosa più importante: COME e COSA mangiamo.
Per tanti anni mi sono sentita dire che "siamo ciò che mangiamo", ma la verità di queste parole mi si è palesata solo quando ho iniziato effettivamente a SCEGLIERE cosa mettevo nel piatto.

Non sono vegetariana, nè vegana, però il mio modo di nutrirmi è cambiato. Meno carne (e quella che compro rigorosamente bio), più legumi, cereali, verdura, frutta, giusta quantità di condimenti (olio e.v.o. possibilmente spremuto a freddo) ed un po' di movimento. 
Santo cielo, a scriverlo potrei apparirvi perfetta! 
Tranquilli: così non è. Vi basti pensare che ieri, dopo una pesante giornata in un grande centro commerciale, ci siamo concessi del regale junk food nel più temibile regno del fast food, quindi famo a capisse...

Però il più delle volte sono molto rigorosa, lo ammetto.

Il primo passo per vivere verde è quindi scegliere ciò che mangiamo, ma come si fa? Come si fa a sapere da dove proviene quel cibo, se quella verdura è stata trattata con pesticidi od OGM, se quella mucca è stata bombardata di antibiotici, se quel pollo ha ingurgitato una quantità allarmante di ormoni per crescere in fretta?
Io non sapevo dove mettere le mani. Soprattutto, sapevo che non avrei avuto così tanto tempo a mia disposizione per gli acquisti.
Volevo qualcuno che si occupasse di tutto, che scoprisse i giusti fornitori; fruttivendoli ed agricoltori responsansabili che si prendessero cura del terreno, possibilimente senza impoverirlo e senza utilizzare sostante chimiche nocive, allevatori che lasciassero razzolare in campo aperto le proprie galline senza forzarle a produrre uova oltre la loro naturale capacità, che non nutrissero i loro polli con concimi chimici ed antibiotici per farli diventare più grandi, che non spremessero le mucche fino all'ultima goccia di latte.

Mi sembrava una chimera, invece avevo solo bisogno di zolle.
Potrei stare qui a spiegarvi cos'è, ma preferisco rimandarvi al sito per farvi capire in prima persona di cosa si tratta.
Dal mio canto, quello che posso aggiungere sono solo immagini. Quelle dell'arrivo del mio primo pacco A CASA. Sì, a casa. Perchè zolle vi consegna a domicilio.





Purtroppo la qualità delle immagini non è la migliore. Il pacco mi è arrivato intorno alle nove di sera ed ho fatto quel che ho potuto.
Nello specifico la mia zolla, che era quella piccola da 37 euro, conteneva: 4 uova bio, una caciotta da 250 gr, una confezione da 400 gr di petto di pollo bio, 800 gr di melanzane, 700 gr di cicoria, 600 gr di radicchio qualità trevigiana, 900 gr di patate Marfona di Leonessa, 700 gr di finocchi, 400 gr di insalata, mezzo kilo di agrumi, 900 gr di mele Delorina, 650 gr di pere Conference.
Come se non bastasse poi, come avrete già visto, zolle si premura di consigliarvi anche delle ricette su come cucinare i prodotti della vostra zolla.

Al momento mi sto trovando benissimo; i prodotti sono buonissimi e sani. Però mi riprometto di aggiornarvi di volta di volta.

Allora, vi ho incuriosito almeno un po'?

PS. Mi pare inutile dire che Zolle sia la mia foglia di oggi.



lunedì 5 novembre 2012

Qualcosa di carino

In una domenica qualunque, di un qualsiasi WE di pioggia e buio in anticipo, sento gridare a squarciagola mio figlio:

"MAMMMMAAAA! CORRIIII! Mi sta cadendo tutto addosso!"
Trafelata, mi precipito in camera sua e lo trovo attaccato alla cassettiera, con uno dei cassetti che pende in bilico dalle sue mani.

"Ma che ti salta in mente? Potevi farti tanto male. Mi spieghi che ci facevi con le mani nella tua roba?"
"Semplice, cercavo qualcosa di carino!".

Pochi giorni prima, alla mia richiesta di poter mangiare i suoi avanzi di pizza, mi aveva guardato ed esclamato:

"Ma ceeerto, fa' pure come ti pare!" (come a dire"Eccola, è arrivata lei che pensa di poter fare come le gira").

In ultimo ieri, cercando il suo pigiama:

" A proposito, mi chiedevo ieri: dov'è quello di Spiderman?"

Ora vi chiedo: chi è che si è introdotto furtivamente in casa nostra, ha rapito MIO figlio, quello di appena quattro anni, e l'ha sostituito con un nano trentenne dalle medesime sembianze?

Foglia del giorno: #mammamiacomecresconononglistopiùdietro

venerdì 2 novembre 2012

A te

Oggi è il giorno dedicato a chi non c'è più.

Dovrei dedicarlo a TE.
TE che mi hai accolto appena ho aperto gli occhi,
TE con cui ho vissuto insieme fin dalla nascita,
TE che mi hai capito come neanche un'amica della mia età ha mai saputo fare,
TE con cui avevo un rapporto speciale,
TE che ho abbracciato fino all'ultimo giorno,
TE che non mi hai aspettato per andartene, ma hai preferito farlo in fretta ed in silenzio, come eri solita fare molte cose,
TE che mi hai insegnato tanto,
TE che ho amato come poche persone in questa vita.

Dovrei dedicarlo a TE, ma tu ci sei sempre.
In una maniera diversa, ma sempre presente.
TE che ritrovo in un posto dove non potrai mai andare via, dove ti vengo sempre a trovare.
Sei sempre nel mio cuore, nonna.

giovedì 1 novembre 2012

Nani stregati e genitori in ragnatela

La festa è andata bene.
E. ha giocato, fatto scivoli e capriole, si è buttato in un mare di palline, bevuto come un eremita nel deserto e mangiato patatine a tradimento.
Quando lo abbiamo portato via era stanco morto. A casa è stramazzato nel letto (grande foglia sulla neve della giornata).

Noi abbiam chiaccherato e mangiato piatti di pasta, 10 pezzi di pizza alla pala, 15 bruschette, svariati bicchierini di patatine/noccioline/nonsoiocosaltro, un numero imprecisato di pezzi di torta a tema fantasmico, una fetta di rotolo alla nutella e bevuto coca cola come se non ci fosse un domani.
Quando siamo andati via barcollavamo come due turisti alla sagra della porchetta.

Stamane sono gonfia come un'otre e c'ho du' occhiaie che se mi vedessero i fantasmi di ieri se la darebbero a gambe.
Ve l'ho detto che non c'ho più l'età.

Però ci siam divertiti.

Oggi mi aspetta il compleanno di mia nonna. Altri piatti di pasta, 10 pezzi di pizza alla pala, 15 bruschet... Ok, mi sa che mi do malata, va.
A nò, scherzo è! Sennò sai le sberle!
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